Frammenti di universi distanti eppure mai così vicini che si contaminano, instaurano nuovi e insospettabili dialoghi, prendendo poi forma – filtrati attraverso un bagaglio multiforme di esperienze personali – in un pugno di versi ben assestato che raccontano la vita da un’angolatura non convenzionale. Come non convenzionale, del resto, è pure il percorso esistenziale e professionale di Gianpaolo Mastropasqua, barese scapigliato classe 1979 (ma ormai da anni bresciano d’adozione) già vincitore del premio internazionale Alda Merini che ha da poco pubblicato la sua nuova raccolta di poesie intitolata “Partita per silenzio e orchestra” (edizioni LietoColle). Una dichiarazione d’intenti in 52 componimenti, che meglio non potrebbe sintetizzare le camaleontiche vocazioni dell’autore: medico specializzando in psichiatria, diplomato al conservatorio in clarinetto, è nella scintilla della poesia che Mastropasqua trova sempre il suo angolo di mondo più confortevole. “Dove – dice – riesce a mettere insieme tasselli di mondi diversi, plasmandoli e riconducendoli ad un sentire più autentico, con l’entusiamo dell’eterna giovinezza”. Ecco allora che le sue visioni, tra flash impressionisti e divagazioni oniriche, raccontano di alberi, uccelli e briciole con la stessa disinvoltura di quando virano invece verso più criptiche interpretazioni di cadute libere, labbra terrestri, citazioni simboliste o retaggi ereditati dal pianeta medicina rielaborati poi ad hoc per la scrittura in versi. E’ il caso, ad esempio, del ricorrente tema della gravidanza, che si fa ora urgenza metaforica, ora chiave d’accesso verso dimensioni legate al simbolismo e alla mitologia classica. Oppure ancora di passi come “Ontoiatra”, dove le reminiscenze dentistiche si fondono alle memorie filosofiche creando un neologismo postmoderno che sorprende tanto nel titolo quanto nelle strofe di cui si compone. Il risultato è un cocktail psico-emozionale di vissuti e sensazioni, punteggiato – per citare Michele Passalacqua, che ha curato la prefazione dell’opera – di “canti selvatici, apparizioni di storie fatali, fuochi di idee e cristallizzazione enigmatiche, porte che si chiudono e si aprono contemporaneamente…”. Spalancando gli orizzonti di un mondo poetico che ha bisogno di tempo per essere metabolizzato, ma che inevitabilmente finisce per rapire. Con la stessa elegante, sfuggente delicatezza con cui lo stesso poeta, scrive: “Sono solo quest’aria che respiro, pura e bestiale come un quadro mai dipinto”.

BresciaOggi

ELIADE ZUPPELLI, Brescia 16 maggio 2015

 

 

 

Da “LA VOCE DEL PAESE”

 

Nomade per natura, eclettico e ribelle, il poeta Gianpaolo Mastropasqua si racconta attraverso il suo libro da poco uscito, “Partita per silenzio e orchestra”, LietoColle, versione definitiva, rivisitata e ampliata con 12 testi originali, a 10 anni di distanza, del libro d’esordio “Silenzio con variazioni”. “Il solo termine ” Partita” ne è una estrema sintesi in un significato almeno triplice – spiega Gianpaolo – partita come partenza o perdita, origine mitica di ogni canto, partita come partitura musicale del viaggio in versi, partita come lotta e sfida quotidiana in 52 carte nella grande partita dei destini” Nato a Bari, ma in giro per l’Italia da sempre, è Maestro di musica. Frequenta parallelamente il Liceo Scientifico e il conservatorio a Matera fino al Compimento inferiore, poi si diploma in Clarinetto a Brescia. Si è perfezionato in Bioetica all’ Università di Bari, laureato in Medicina a Bari. Ora si sta specializzando in Psichiatria a Brescia. La poesia è il suo linguaggio artistico d’elezione. A Gioia abbiamo avuto modo di apprezzare i suoi versi, scritti e recitati dallo stesso autore, nel 2009, all’interno della pièce teatrale “Briganti. Storie di gente del Sud” di Giusy De Vivo, in scena presso il Teatro Rossini e nel 2012 ospite di Spazio UnoTre dove ha presentato il suo libro “Andante nei frammenti perduti”, LietoColle 2008. Già nel 2004, alcuni suoi testi vengono pubblicati nella rubrica “Scuola di Poesia” del settimanale “Lo Specchio” de “La Stampa”. Nel 2009, è tra gli autori di “Puglia in versi. I luoghi della poesia, la poesia dei luoghi”, Gelsorosso. Suoi testi, anche in spagnolo, sono apparsi sulla rivista “Incroci”, gennaio-giugno 2009. Per l’Inedito, è stato vincitore del Premio Internazionale “Alda Merini”, 2011. É tra gli autori inseriti ne “La giusta collera. Scritti e poesie del disincanto”, CFR , 2011; tra le monografie in “A Sud del Sud dei Santi. Cento anni di storia letteraria”, LietoColle, 2012 e in “Evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio”, Kairòs, 2013. “La mia poesia è l’ espressione di una ricerca totale tra Arti e Scienza che attinge alla dimensione dell’ascolto del molteplice del significato e del significante, stratificato su più piani dell’ esistente, uno più diretto, contemporaneo e comunicativo, l’ altro più arcano, recupero metamorfico di una dimensione del suono che fonda la parola stessa per giungere in risonanza a chi ne fruisce e ricondurre alla coscienza consapevolezze assopite.” Nel 2006 è curatore del LietoColle Sud Tour. A Santeramo, nel 2010, Coordina “Artisti contro il Bavaglio”. É ideatore de “La Freccia della Poesia”, Napoli – Milano, 2014 e del Grand Tour Poetico, recentemente fuso al Movimento Mitomodernista. A tal proposito, Gianpaolo è stato tra i relatori di “Scintille internazionali mitomoderniste”, Casa della Poesia, Milano 2015. Ma la sua cifra distintiva, connubio esatto di ritmo e musicalità del verso scritto con minuzioso rigore, con il più profondo rispetto sempre consapevole per la parola, spesso etimologicamente sviscerata a ricondotta per risonanza ad ulteriori accordi possibili, come la musica che da sempre lo accompagna, si esprime anche in contesti più sperimentali, come nel caso del Σαρδάμ / Sardam: alternative literary readings festival di Cipro, dove, nel 2014, ha rappresentato l’Italia. Appena di ritorno dalla Crociera Letteraria riservata agli Istituti Scolastici “aMare Leggere”, organizzato da Agra Editrice con il patrocinio dell’Istituto di Cultura Italiana e La Casa degli Italiani a Barcellona, dove ha presentato il suo ultimo libro. Un talento in continua crescita ed evoluzione, quello di Gianpaolo, che lentamente e a passo cadenzato, dopo aver assaporato i vissuti del suo percorso, si modella creando una propria identità che non trascura l’eredità dei grandi poeti che l’hanno preceduto.

 

MARCO ADDATI, Gioia del Colle, 4 aprile 2015