(…) Ricordo con vivezza l’incontro che feci, ormai parecchi anni or sono, con una madre italiana di buona e solida appartenenza borghese, la quale mi confessava di temere che il proprio pargolo, crescendo, sviluppasse un qualche interesse “artistico o poetico” così contrario ad una sana e naturale e virile carriera professionale. E lo confessava ad un individuo che lei ben sapeva aveva dedicato la sua esistenza proprio a qualche “interesse artistico e poetico”… Data una preoccupazione del genere – diffusissima tra le ansiose madri italiche – di quale ridicolo può coprirsi l’espressione “gloria poetica”?
Io credo che proprio e solo tenendo fermo davanti a sé il ridicolo (la vergogna) che la pratica poetica oggi in Italia può suscitare, si possa parlare oggi in Italia di Poesia. Che cioè si debba partire dalle catacombe in cui Poesia è ormai di fatto confinata: che da lì, da quei luoghi oscuri (esecrati e insieme proibiti ai profani, sedi invece di gioie indicibili ai praticanti del culto), si possa dare un’idea di cosa sia – adesso e qui – Poesia.
E Poesia stessa dirà che sono – questi – la sua ora e il suo tempio: che solo dopo essere giunta a tanta povertà e al limite estremo dell’umiliazione, essa può rivelarsi in tutta la sua forza e la sua virtù: affrancata, finalmente, da quel poco di prestigio (sociale, intellettuale) di cui ancora poteva ammantarsi quaranta o cinquanta anni fa agli occhi dei pubblici poteri. Adesso, sì, che si può poetare liberamente e audacemente: in quel sottosuolo per pochi, col rischio costante che arrivino i pretoriani di Diocleziano, con la prospettiva d’essere destinati al Circo… Incomprensione, indifferenza, derisione, pericolo saranno il naturale humus di crescita di una Poesia Nova che potrà dire tutto (il Tutto) perché nulla ormai la recinta. Senza più ricatti ideologici di nessuna marca, senza compromessi col Potere per eccellenza (che la dà da tempo per morta o moribonda) ma anche con i poterini della stampa, dell’editoria, della critica, dei premiatori, dei facitori di successi e di cànoni che ancora, a modo loro, la tallonavano… Ora, sì, Poesia potrà praticare l’unico rapporto amoroso che a questa Donna vergine per statuto e per temperamento davvero importa: quello con Verità, con la vecchia sbeffeggiata Verità Assoluta che tanto desueta appare a politici e tecnocrati, a comunicatori e penseurs à la page (…).

foto: Brooke Shaden-Between

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