(…) Fuoco dello sguardo fuoco del discorso sempre la verità del fuoco resta questa, questa verità incombustibile: che il fuoco si consuma da sé consumando il resto, che porta sulla punta della sua fiamma la combustione finale del mondo, l’ekpyrosis di Zenone e di Cleante per cui Zeus è il fuoco stesso il fulmine in fiamme che sempre brucia e tutto nella natura freme per i suoi colpi ragione comune che corre attraverso tutte le cose mista alle grandi e alle piccole fiamme. E anche l’anima è un fuoco dice Zenone e il fuoco è un’anima e l’anima si consuma consumando i corpi ed è questa consumazione che adorano i Persiani, gli Zoroastriani e i Bayani e tutti coloro che adorano il cielo e l’inferno con una stessa adorazione nel fuoco della quale l’inferno si consuma in fiamme celesti oppure di un’altra e identica fiamma di un’altra miccia della stessa polvere incandescente. Agni il veridico dalla splendida fama, Agni che brilla nella notte, Agni il luminoso il caloroso il vivificatore e Rinjin il drago ardente sulla via degli dei il soffio caldo dello Yang che s’infiamma intorno all’acqua fredda dello Yin. E noi con gli occhi assorti nei fiori porpora e oro delle fiamme gli occhi pieni del fuoco che brucia tutto quello che vediamo ardore freddo illuminazione abbagliamento fiamma vergine di ogni combustibile e che brucia pazza la verità. Così come a volte nella notte la accogliamo sotto le nostre palpebre a volte (…).

foto: Silvano Ruffini-Quando il gioco si fa duro

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