In quale ascendente serenità è ancorata oggi la mia parola per iniziare questo mestiere
sul limite della grondaia dell’inutile
custodito da dragoni sospettosi e trovatori malati.

Solo la paura conserva il suo sapore, e la menzogna
come una tigre funebre
raschia il sogno nel deserto
dove l’amore nudo si rinchiude.

Questa aggressiva insistenza dell’amore, o armatura celeste che si dimentica in banchine
abbandonate, scopre un marmo
scolpito di lucidità con esplosioni d’incenso.

Si rannuvola l’orrore della rinuncia con antichi salmi
e lampade di vetro
dove si affaccia il nostro pozzo
sul viso dell’amante.

foto: Elvio Bartoli-Maxischermo

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