(…) Bogey, mio tesoro, questa mattina ho avuto una tua lettera scritta giovedì sera. No, caro amore, Dio sa che il mio essere “nera” non viene dalle tue lettere. In verità credo che venga dalla mia salute: fa parte della mia malattia, null’altro. Mi sento malata e ho un grande, ardente desiderio di te, della nostra casa, della nostra vita e di un bambino. Una cosa oscura, paurosa, sembra sorgere dalla mia anima e minacciare questi desideri, è tutto qui. So che questa paura è ricorrente, e quando c’è non posso respingerla e neppure dire: è una cosa passeggera dovuta a questo o a quest’altro. Ne sono di nuovo avviluppata e mi sento impotente a contrastarla.
Dunque ti prego, quando vieni, cerca di capire. È una cosa strana, è orribile… Bogey, tutta la mia anima aspetta quel momento, quanto tu e io ci ritroveremo nella nostra terra segreta e vi prenderemo dimora. Questo è tutto il significato della vita, e il desiderio che ne ho. Non voglio altro da te e nulla se non da te. Intendo la nostra casa, il nostro bambino, i nostri alberi e i nostri frutti, i fiori, i libri, e il nostro lavoro, perché tutto è contenuto in te e quando mi stringo a me questo tesoro è nelle mie braccia.
Mio Dio, è così profondamente vero: mentre ti scrivo la mia felicità deborda. Lo senti? Tu sei tutto, tutto per me, e sei mio e io sono tua (…).

foto: Mia Araujo-Two spirits 3

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