L’aura sospensiva e silenziosa di un lembo di terra del quale la cultura nordica ci restituisce la magia sempre persa e ritrovata di una simbiosi organica tra l’uomo e la natura che si rispecchia nel richiamo silenzioso dell’essere: “Così chiaro./ Così senza fulgore./ Ormai è passato./ È il dopo./ Dall’orizzonte è finito/ anche il tenue rossore del sole. // È un chiaro così smorzato/ che non risveglia nessuno./ Solo me./ Sono sveglia/ come nella vita/ in nessun tempo”. Nella grazia di una parola poetica che comprende sia il proprio senso che la tenebra che la circonda: “Nella grigia tenue luce mattutina/ arriva uno stormo di uccelli neri./ In coro/ gridano. Cosa? Troppo forte/ mi batte il sangue/ nelle vene./ Non sento. Non sento, vedo solo/ come l’opaco profilo del cielo si staglia/ verso levante. Con tale rapidità che si scioglie/ la penna tra le giovani dita/ ancor prima del tempo”. Consapevolezza del mistero dell’essere e desiderio di esprimerlo: “Una mano increspata/ sta vergando le parole segrete,/ l’occhio invece d’appisola./ Chissà cosa mai/ nel suo intimo contempla/ la penna mentre scivola?”…
Mari Vallisoo, nata nel 1950 da una famiglia di contadini dell’Estonia centrale, ha al suo attivo una ricca produzione di raccolte poetiche, di cui alcune tradotte in inglese, tedesco, olandese, gallego ed ebraico. Questa prima antologia italiana affida al lettore italiano una nutrita e significativa selezione di testi – con testo estone a fronte – che copre un arco temporale compreso tra il 1980 e il 2011. Il traduttore Mailis Põld si sforza di versare tutta la complessità di un’espressione arcaica e popolare nella nostra lingua, cercando di conservare il più possibile l’atmosfera impalpabile dei silenzi ancestrali e fiabeschi della natura boreale. Il titolo stesso del libro è costituito da un’endiadi che reca il tratto distintivo di una poetica declinata nel sussurro tenue di una parola che sorvola il lieve orizzonte delle cose care. Soffi, più che non suoni, bagliori pallidi, effetti d’eco delicati imprimono sulla carta la tonalità emotiva di una scrittura alimentata da forze anonime che pulsano nei suoi silenzi. Per l’intensità del suo lirismo, per la bellezza delle immagini, per la melodia dei versi la pagina di Mari Vallisoo si rivela un’interessante opportunità di lettura, un incontro gradito che strappa con convinzione un posto non secondario nel panorama della poesia contemporanea.

 

Gianpaolo G. Grattarola by Mangiaparole