Ricorda la sorella piccola andata in ospedale
un’ambulanza davanti alla porta la culla vuota
Rimanere lungo disteso non muoversi
aspettare ancora un solo gesto poteva spezzare
il blu celeste e porcellana
Non aveva capito non lo comprende ancora
– lei si è fatta assente
sotto la pietra nuda del piccolo cimitero –
Nel cortile le grida di bambino erano ad asciugare su lenzuola troppo bianche
Il sogno continua e tira il braccio indolenzito
Vorrebbe appoggiare la testa sul ciglio del cammino
non portare più la sua voce
come nel deserto vorrebbe addormentarsi
Di un sonno pesante
vorrebbe così tanto le cose che non hanno nome
Così tanto le cose vietate alle parole ingenue
vorrebbe rinascere che sia lavato quel suo corpo
far rotolare la pietra
Alzare il braccio prima di svanire
trattenere la voce
Ma lo sforzo è troppo grande
e l’immensa fatica vortica sul cielo vuoto

foto: Joris van der Moor-Sisters

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