20041218-landolfiquadro2Il surreale, se è una definizione, lo è nel pieno della sua accezione. Infatti la dimensione di coloro che si trovano al di sopra della realtà non vince la ragione, la fiacca, la indebolisce in modo da far emergere ciò che alberga nell’inconscio. Ne deriva una possibilità di conoscenza per l’uomo non sorretta direttamente dalla ragione ma altrettanto importante, facilmente riproducibile nel sogno, nella dimensione onirica. Il surreale non si delinea, quindi, come l’irrealtà al di là della normale percezione delle cose, ma eterorealtà, mimesi diretta del pensiero, senza intermediazioni, complementare alla realtà conosciuta e di pari dignità. Leggi l’articolo in pdf