ma tu scrivile da qualche parte, nel cortile del paese
hanno messo al rogo il prestigiatore e l’uomo
che affittava cucine e la donna che proiettava
frasi d’amore sulle bocche dei bambini conclusi,
mentre l’impiegato alle tue felicità terrene
affiggeva manifesti di tristi spogliarelliste
sui muri riposanti che fiancheggiavano la scena.

ma non basta al trasloco,
alle ore seguenti.

facciamo che inverno sia una parola
fatiscente, un accorgimento fotografico,
come il volto della tua voce, e che tutto resti immobile
dentro quello che vedi.

scrivile dunque le ultime disposizioni del tuo viso
scampate alle fiamme, ad una burocrazia inefficiente,
a quell’abbandonarsi umano
in fondo all’occhio che sembra memoria

foto: Angelo Aloisi-Contrasto 5-Le olive di Antonio

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