Muse dell’Olimpo, colmate
l’animo mio di desiderio
del nuovo canto: io voglio ascoltare
la voce delle vergini
che innalzano al cielo il bell’inno;
così, più facilmente,
dalle palpebre dileguerà il sonno dolce.
Subito, la voglia mi prende di scendere
in gara, dove scuoterò la chioma bionda.

Ma Astymeloisa non mi risponde.
Cingendo la corona,
come stella che solca
il cielo splendente,
come ramoscello d’oro o soffice piuma,
passa attraverso il gruppo delle compagne
con piedi veloci; e l’umida grazia di Cinira,
che rende belle le chiome,
siede sui capelli della vergine.

foto: Giada Glass-Black veil

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