(…) Quando nessuno se lo aspetta, il treno profitta della generale disattenzione per partirsene cheto cheto.
Presso il treno parallelo a quello di Napoli, stavano un giovane e una signorina che si erano abbracciati e baciati successivamente a causa d’una trombetta, d’un fischietto, d’un campanello, d’un sibilo di locomotiva e di due rintocchi metallici accordati con un salto di quarta.
All’improvviso il treno partì e il giovane, rimasto a terra, venne con la signorina accanto al treno di Napoli, come se fosse per lui indifferente andare in un paese o in un altro. I due nuovamente si abbracciarono, avendo un ferroviere gridato: “Signori, in carrozza”.
“Salga” disse Carlo Alberto al giovane, “Perderà anche questo treno”.
“Non parto” rispose l’altro.
“Parte la signorina”?
“No, si tratta di un amore contrastato. Non potendo vederci in casa, veniamo qui per essere più liberi. Fra poco parte il treno per Firenze e non vorremmo perderlo. Con permesso” (…).

foto: Paul Laurel-The train

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