Il lettore è chiamato ad un confronto in questo libro denso, in cui i versi si strutturano attorno ad un unico concetto: il tempo. Lo suardo dell’autrice, lucido ma non impassibile, è rivolto alla realtà e registra impietosamente la caducità di uomini e cose, fatti e fenomeni.

“L’abitudine di smembrare i corpi a partire dal cuore
e dalla testa non reseca la mente dal cervello materiale
rimasto nella sede dotata dalla natura deposta
dal suo scettro”

 

*

Il lettore è chiamato ad un confronto in questo libro denso, in cui i versi si strutturano attorno ad un unico concetto: il tempo. Lo suardo dell’autrice, lucido ma non impassibile, è rivolto alla realtà e registra impietosamente la caducità di uomini e cose, fatti e fenomeni.

“L’abitudine di smembrare i corpi a partire dal cuore
e dalla testa non reseca la mente dal cervello materiale
rimasto nella sede dotata dalla natura deposta
dal suo scettro”

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Ditemi prima che abbia finito di vivere

se la vita che ho vissuto è stata vissuta
ditemi che la vita che ho vissuo è stata
tutta quella che potevo vivere che avrei potuto
vivere ditemi che potei tutto
di tutte le vite possibili ditemi se è vero
che comunque nulla ti arresta
invissuta penombra