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Nel dicembre 1969, Allen Ginsberg registra uno strano, meraviglioso LP: una selezione di poesie dalle Canzoni dell’Innocenza e dell’Esperienza di William Blake. La peculiarità dell’interpretazione sta nel fatto che il celebre poeta beat decide di cantarle invece che semplicemente recitarle. Per l’occasione lo accompagna un’orchestra alquanto eclettica: Cyril Caster alla tromba, Janet Zeitz al flauto, Bob Dorough al piano, Don Cherry al trombone e alle percussioni (molto particolari: shekere, sonagli, cimbali).

La traccia audio contiene l’esecuzione di Garden of Love, in cui Blake affronta il tema dello stato dell’esperienza – cioè la maturità – come un momento i cui i naturali istinti sessuali e le gioie sono censurate da comandamenti sociali e religiosi, a differenza dell’infanzia, stato ingenuo e felice, simboleggiata dal Giardino dell’amore del passato.

Ginsberg dà al testo di Blake un ritmo binario enfatizzando la dualità dei due momenti: innocenza ed esperienza sono vivificate da una nuova dimensione magica.

The Garden of Love

I went to the Garden of Love,
And saw what I never had seen;
A Chapel was built in the midst,
Where I used to play on the green.

And the gates of this Chapel were shut,
And ‘Thou shalt not’ writ over the door;
So I turned to the Garden of Love
That so many sweet flowers bore.

And I saw it was filled with graves,
And tombstones where flowers should be;
And priests in black gowns were walking their rounds,
And binding with briars my joys and desires.

Il giardino dell’amore

Sono andato nel giardino dell’amore
E ho visto ciò che non avevo mai visto
Una cappella era costruita nel mezzo
Nel giardino dove di solito giocavo

E i cancelli della cappella erano Chiusi
E “Tu non devi” era scritto sulla porta
Così mi voltai dal giardino dell’amore
Che produceva molti fiori colorati

E io ho visto che nel campo c’era una tomba
E sulle pietre tombali c’erano fiori –
E preti in tonache nere stavano camminando intorno
E legava con rovi i miei sogni e desideri