Le vecchie sibille in foulard e cerone
sull’asfalto notturno sedute
più uguali a matrone di battigia.
“La strada – vi prego – di casa”.
Voi le Immobili
le Calcinate nell’interregno domestico
l’uncinetto delle labbra a sentenziare:
“Tuo padre respira. Non ha mancato l’ora.
T’aspetta per passare.
E non prendere paura
se al posto del suo letto c’è la bara.
Un giro nella strada e ci ritorni”.
Questo, dottore, il sogno.
Il cancro è una cometa
la coda a cui attaccarsi per tornare.
E lei non è mai stato un pollicino siderale?
Volare verso casa
in groppa alla cartella di un paziente?
Saperti apparire, padre
come il regalo che non osavi chiedere
(e tutta una stazione festosa di campanelli)
per contraccambiare almeno uno dei Natali
in cui tu m’approntavi la ricompensa dell’attesa
e non così
come un paio di lenzuola
al posto del gioco voluto.

foto: Maddy Marren-The old psychiatric hospital in Volterra, Italy 2

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