(…) Non tollero alcuna profusione insignificante e non ritengo affatto raggiunta la perfezione se sulla punta della penna mi rimane più inchiostro di quanto occorra per la pura e semplice espressione del mio pensiero. In arte, tutto ciò che è inutile nuoce.
Scrivi il meno possibile, scrivi soltanto l’indispensabile.
Se vuoi, scrivi nell’ebbrezza; ma sii sobrio quando ti rileggi. Diffida di tutto ciò che ti lusinga, di tutto ciò che tende a farti credere che quanto scrivi sia migliore di quanto realmente è.
Scrivi sempre nel modo più semplice possibile; è in primo luogo te stesso che non devi ingannare; sii sempre vigile contro il tuo stesso compiacimento e bada a non raccontarti mai storie. Evita il più possibile i superlativi: soltanto così riuscirai a fare in modo che qualcuno di essi serbi intatto il suo significato.
È interessante penetrare a fondo i segreti dell’arte altrui, ma non giurerei che sia un reale vantaggio.
Si definisce maniera l’assimilazione delle opere precedenti. Essa assicura agli artisti mediocri il minimo della fatica e il massimo successo. Al vero artista, però, ogni nuovo argomento prospetta una difficoltà nuova, e per uscire vincitori tutto ciò che si è acquisito in precedenza non serve a nulla. Il virtuosismo ha prodotto soltanto banalità.
Non devi perfezionare il tuo mestiere ma te stesso (..).

foto: Tamara de Lempicka-Andre Gide

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