(…) Nella vita gli uomini fanno programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri. In poesia è impossibile, non ci sono eredi. Così è toccato a me con questo libro: dodici anni fa giurai a me stesso, preso dalla mano della poesia, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa.
Ma alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi.
La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi, e non ha discendenti.
Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore (…).

foto: Felice Casorati-Imparare

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