(…) Un’epifania che molti poeti hanno cantato. Il corpo femminile (suo malgrado e senza autorizzazione) nell’immaginario poetico maschile è da sempre il luogo insieme della redenzione e della trasgressione, della riconciliazione e della ribellione, dell’amore e della lotta, della quiete e della guerra, dell’abitudine e dell’esperienza. Insomma: del divino e dell’umano, cioè dell’unica possibilità di assaggiare l’infinito che ci è concessa (…).

foto: Paolo Tarenghi-Omaggio a Irving Penn

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