(…) In ciascuna cultura e in ciascun individuo il mito è di sua natura monocorde, ricorrente, ossessivo. Come negli atti cultuali l’evidente monotonia non offende i credenti bensì i tiepidi, cosi nella poesia.
Bisogna crederci, cioè non avere ancor risolto criticamente il mito ispiratore.
Del resto dire stile è dire cadenza, ritmo, ritorno ossessivo del gesto e della voce, della propria posizione entro la realtà. La bellezza del nuoto, come di tutte le attività vive, è la monotona ricorrenza di una posizione.
Raccontare è sentire nella diversità del reale una cadenza significativa, una cifra irrisolta del mistero, la seduzione di una verità sempre sul punto di rivelarsi e sempre sfuggente. La monotonia è un pegno di sincerità.
Ciascuno ha il suo gorgo e basta che vi palpiti dentro l’estrema tensione di cui la sua coscienza è capace: raccontare vorrà dire lottare per tutta una vita contro la resistenza di quel mistero (…).

foto: Jorris Martinez-The crossing of roads, 2008

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