(…) Al mattino comincia col dire a te stesso: incontrerò
un indiscreto, un ingrato, un prepotente, un impostore, un
individualista. Il loro comportamento deriva ogni volta
dall’ignoranza di ciò che è bene e ciò che è male.
Quanto a me, poiché riflettendo sulla natura del bene e
del male ho concluso che si tratta rispettivamente di ciò
che è bello e brutto in senso morale – e, riflettendo sulla
natura di chi sbaglia, ho concluso che si tratta di un mio
parente, non perché derivi dallo stesso sangue o dallo
stesso seme, ma in quanto compartecipe dell’intelletto e di
una particella divina – ebbene, io non posso ricevere
danno da nessuno di essi poiché nessuno potrà
coinvolgermi in turpitudini, e nemmeno posso adirarmi
con un parente né odiarlo. Infatti siamo nati per la
collaborazione come i piedi, le mani, le palpebre, i denti
superiori e inferiori.
Pertanto, agire l’uno contro l’altro è contro natura: e
adirarsi e respingere sdegnosamente qualcuno, è agire
contro di lui (…).

foto: Alfredo Mancini-Marco Aurelio, 2009

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