La ragazza in jeans attraversa il ristorante
mi ricorda Helena che si pettina
io vivo lo specchiarsi, questi scambi
della retina e della memoria

in alcune vecchie città del continente
quando viaggio cerco la mia casa:
lo spazio della porcellana bianca
dove le case acquisterebbero una nitidezza assoluta.

Una ragazza in jeans attraversa il ristorante:
è un asse di peripezie, di rapporti che ignoro.
La interrogo? ma lei non è Nausicaa,
del resto il mio vero conferisce solo mortalità alle cose,

il reale è transeunte, neppure i miti
eliminano le distanze che improvviso
fra i registri della rappresentazione
per l’amore smisurato.

foto:Andrew Stewart-Future dreams, 2010

[button link=”http://www.lietocolle.com/cms/?page_id=4631″ color=”orange” size=”small” target=”_self” animation_type=”0″ animation_direction=”down” animation_speed=””]ARCHIVIO[/button]