Scrive del pensiero ossessivo nel pochissimo tempo
lasciatogli libero dal pensiero ossessivo:
esso impone che non si pensi che a esso,
non alla sua gran forma ai cartesiani comandi,
ai suoi contenuti poveri
spezzanti sulla polvere della povera terra.

Scrive del pensiero ossessivo nel pochissimo tempo
lasciatogli libero. Caratteristica del pensiero ossessivo
è non potersi distrarre mai,
non scendere dall’altopiano del letto,
dove s’avvita nell’aria mentale.
Primariamente il dubbio lo insuffla.
Intollerabile gli è la rinuncia
alla subitanea molteplicità contemporanea.
Sale piuttosto sul pianoro del letto,
s’avvita nella poltrona,
non essendo né qui né là,
dovunque essendo il dovunque
dal possibile creato.
Il possibile seduttivo nemico.
L’ozio ha ucciso l’obbligo,
l’unico nemico dell’ansia.
Forte è questa angoscia della bramata libertà.

Forse ora cessa di scrivere del pensiero ossessivo.
Scrive del pensiero ossessivo
nel pochissimo tempo
marcio.
Inganno che il dubbio ossessivo si calmi
la notte.
Dorme sì qualche volta. Rinviene
forte alla secca tapparella aperta.
Evita il risveglio, prolunga il sonno
come un elastico.
Sta per poco celato sotto gli ori della
normalità. Rieccolo, ah.

foto: Hubert Leszczynski-Just me and you, 2011

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