Virgilio La Scola (Palermo 1869 – ivi 1927) fu autore di poche raccolte poetiche; ebbe come maestri principalmente Giovanni Pascoli ed i corregionali Mario Rapisardi e Giovanni Alfredo Cesareo. Le sue poesie sono, spesso, di argomento religioso e sociale, ma non manca quella attenzione alle “piccole cose” così frequente anche nei versi del Pascoli. Le sue opere furono lodate da insigni critici tra i quali lo stesso Cesareo e Pietro Mignosi che così ne parla in “La poesia di questo secolo” (Edizioni del Ciclope, Palermo 1929): «Fu un pascoliano pieno di accortezza. Rinomato e carezzato in vita, è caduto, ora, dalla memoria di tutti. Fu carissimo al Pascoli e del Pascoli ebbe quel certo tono d’indulgenza sociale e di oscura palingenesi che ben si intona a quel fervore socialistico dei primi anni del secolo».
Opere poetiche

“La tenue accolta”, Sandron, Milano 1907

“La placida fonte”, Zanichelli, Bologna 1907.
“La via che attende”, Reber, Palermo 1908.
“Nova anima umana”, Bemporad, Firenze 1910.
“L’eterno dimane”, Treves, Milano 1912.

Presenze in antologie

“Poeti simbolisti e liberty in Italia”, a cura di Glauco Viazzi e Vanni Scheiwiller, Scheiwiller, Milano 1967-1972 (vol. 2, pp. 157-160).

“Sicilia, poesia dei mille anni”, a cura di Aldo Gerbino, Sciascia, Caltanissetta-Roma 2001 (pp. 369-371).
Testi
TRAMONTO ESTIVO

In unico afoso bagliore
Dileguano il mare ed il cielo:
L’immota caldura agli scogli

Addensa un fantastico velo…
Coll’ansia d’un fresco riposo,
Da lungi, al marino villaggio,

Accese due vele latine
Affannano un tardo viaggio.
Com’esse le nostre esistenze

Vagaro disperse in quest’ore:…
S’accostano, a un tratto, sfinite,
Di baci anelanti e d’amore…

E come le vele latine
Ci attira un pacato miraggio:
Avremo incantato riposo,
Stanotte, nel fresco villaggio.

(Da “La placida fonte”)
dal blog I libri de la stanza ascosa di Leonardo Bizzarri