Dal suo fodero sciolto, il bocciolo,
tulipano rosato, raccolto turbante,
il sangue mi ha infiammato con brusca primavera.

Inoculato il sensuale delirio,
con saliva lubrifico il peduncolo;
il tersissimo stelo che la mia mano incorona.

Alto fiore tuo eretto nei parchi oscuri,
oh, lacerami tu, abbattimi ferita,
con la bocca riempita dell’umida tua seta.

Come anello si chiudono attorno a te i miei seni,
li unisco, ti incastono, le mie labbra si schiudono
e una goccia appare sulla tua cuspide malva.

foto: Karina Marandjian-Am Abend

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