Svagato, nella texture del reale, nell’intreccio dei sensi, delle cose, una specie di pagina marmorizzata del giorno, il suo emblema, la sua ricostruzione – con l’idea della mappa trasformata in canone dell’ornato, del drappeggio, della decorazione.
Sediamo, beviamo qualcosa, contrattiamo alcuni valori di senso sulle nostre due vite.
I continui accadimenti minimi della mia giornata, prelevare il caffè dalla macchinetta, incrociare lo sguardo di una collega, evitare un passante, generano depositi di conoscenze di basso livello, tecnologie filiformi, manufatti logici destinati a settori specializzati della mia filiera di produzione di senso, ad un qualche livello intermedio tra la mia brillante battuta, le risate degli altri ed il mondo sotterraneo del senso di colpa, le risacche senza peccato sulle spiagge del ricordo prenatale.

foto: Ralph Graef-The travellers between pumpkins, 2008

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