Con il 2016 LietoColle consolida la sua attenzione per le nuove tendenze della poesia  internazionale e mondiale. L’uscita del quadernario, pone infatti, nello spazio dedicato alla poesia d’oltre confine, il focus sulla Polonia, protagonista indiscussa del panorama letteraio Europeo degli ultimi vent’anni. Il Quadernario prosegue poi nella sua consueta direzione di conferma di nomi già noti e di voci emergenti, di figure che si stanno rivelando, in una sorta di ponte ideale realizzato in un presente che già può contare su una storia importante e che insieme già si protende, nelle opere dei giovani, verso un futuro che potrà garantire una continuità, raccogliendo l’esempio dei maestri nella ricerca attiva del sempre necessario rinnovamento. Come da tradizione il Quadernario offre anche una parte saggistica, questa volta dedicata da Lorenzo Franzini alla figura di un grande outsider della poesia italiana del Novecento: Lorenzo Calogero.

 

Quadernario 2016 copertina piatta

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gli assaggi

Krystyna Dᶏbrowska

dabrowska

Nata nel ’79, ha studiato grafica all’Accademia di Belle Arti. Ha pubblicato tre raccolte poetiche: Biuro podrózy (Agenzia viaggi, 2006), Biale krzesla (Sedie bianche, 2012) e Czas i przeslona (Tempo e diaframma, 2013). Nel 2013 ha ottenuto due riconoscimenti molto prestigiosi: il premio Szymborska e quello della Fondazione Koscielski. Ha all’attivo traduzioni di Swift, Hardy, Yeats, Williams. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, russo, svedese, tedesco.

 

Agenzia viaggi

Sono l’agenzia viaggi dei morti
per loro organizzo voli nei sogni dei vivi.
A me si rivolgono personaggi famosi, come Eraclito,
per visitare uno scrittore che di lui è innamorato,
ma anche morti meno noti, come un tale, proprietario terriero di Wasily,
che vorrebbe dare alla moglie delle dritte sull’allevamento di conigli.
A volte una famiglia multigenerazionale affitta un charter
e atterra sulla fronte dell’ultimo rampollo.
Ho anche a che fare coi morti ammazzati
che viaggiano spesso nei sogni di chi si è salvato
e fanno la raccolta punti del programma frequent flyer.
Non rifiuto i miei servizi a nessuno
e mi sento in colpa se un giovanotto
per arrivare al sogno della sua ragazza
deve fare scalo nel sogno di una vecchia che russa.
O quando le condizioni atmosferiche obbligano all’atterraggio di emergenza
e il morto telefona: fai qualcosa,
sono capitato nel sogno di un bambino spaventato!
Questi casi sono uno stress e una sfida
per me, che sono un piccolo ufficio dalle grandi ambizioni,
perché anche se non ho accesso al mondo dei morti
e nemmeno ai sogni degli altri
è grazie a me che si incontrano.

 

 

Stanislaw Raginiak

stanil

Nato il 21 giugno 1952 a Lukta, piccolo borgo nel nord-est della Polonia, nella regione di Warmia. All’età di 37 anni pubblica il suo primo volume Patrimonio, ricco di riferimenti alla terra natia, le regioni della Warmia e Mazury. Molti consensi hanno ricevuto gli incontri per giovani poeti provenienti da tutta la Polonia che organizza da 20 anni. Autore di diverse raccolte di poesie, romanzi e racconti.

Tutte le notti mi sembra che dormi accanto.
I sogni, abbracciati, si compenetrano.
I cuscini uniti sono come una nuvola che cammina
– e dentro porta i tanti dicembre, i novembre, gli agosto e i maggio.

Dentro quella nuvola ci sono i nostri distacchi e i campi che percorro di notte.
Un brindisi per colui che sempre resta.
Qualche tuo capello appositamente non toccato con l’acqua.
Le fontane e i giardini di Tivoli. Gli uliveti.

Si compenetrano i nostri sogni. Sogniamo lo stesso?
Non lo so. Non posso conoscere quelli tuoi.
Nei miei ci sono le vette, le valli coi fiori azzurri.
E qualcuno impenetrabile che scrive il tuo nome sulla corteccia.

Dormi accanto. Oppure mi sembra soltanto?
Allungo la mano, quasi tocco il tuo braccio.
Di colpo, nonostante la notte fonda, spunta l’alba.
La nuvola si trasforma in due cuscini.

 

Ryszard Krynicki

Ryszard Krynicki

Nato nel 1943 nel campo di concentramento di Sankt Valentin, in Austria, i suoi esordi sono legati al movimento Nowa Fala (Nuova Ondata), di cui fecero parte autori accomunati da uno sguardo cri¬tico e lucido sul regime, tanto che negli anni 1976–1981 la pubblica¬zione delle sue opere fu vietata dalla censura del regime. Nel 1988 ha fondato la casa editrice a5, che pubblica poesia contemporanea.

Me lo ricorderò

Ricorda

che sono tuo amico;

 

a me puoi dire tutto.

 

Anche tu mi puoi dire tutto.

 

Me lo ricorderò,

sasso.

Angelo Pini

pini

Nato a Camogli il 4 dicembre del 1949. Ha frequentato a Genova la Scuola di Teatro sperimentale nel 1970. Nel 1971 ha collaborato con il Living Teather. Ha collaborato col Teatro laboratorio di Jerzy Grotowsky tra il 1982 e il 1983. Ha pubblicato le raccolte La bocca capovolta e Limoni e cachi con prefazione di Giancarlo Majorino.

6

Separo il cuore dal lago parlo coi dolori appiattiti
in questo avvenimento d’abbandono
parole spaventosamente allegre
colmano mancanze di figure assenti
altrettante figure presenti senza maschere
rido di ombre,
lascio un eco quando il tempo simile
e distante al somigliante avversario
sulla carta d’imballaggio
di lontananze una specie di preghiera
sulla corda vele nere nella presa del cielo
fra parentesi poi scarto
questa presa che non cede gelo
incendio neve
ho sulla lingua questo stato di ghiacciobollente
scrivo per compiacere l’inutilità di averti deserto
in questa pagina bianca
acquattarmi di attese
per annullare distanza corpo
documentato sul camminare
lontano aguzza mappe di velocità ridicola

Elia Malagò

Elia Malagò

È nata a Felonica (Mn) nel 1948, dopo una lunga permanenza a Bologna, vive a Mantova , dove promuove attività legate alla poesia, alla lettura e alla scrittura. Ha lavorato per la Forum – Quinta generazione, casa editrice di poesia dalla fine degli anni Sessanta al 1994.

I sottili dispiaceri

1.
solo se a valanga precipitano per notti
e giorni da calenda a mesata
fanno un dolore

ma quando restano aghi di pino un po’ rinsecchiti
nel sottobosco più spesso attutiti
nella sabbia a metà schiarita da chioccioline di riporto
o anche imbastiti di larve e colonie di formiche insipienti
e per sempre alla causa obbedienti

cerchi ad occhi chiusi l’odore salmastro di antiche bordate
tra battigia e onda di rimessa
gli zufoli della notte e l’aria cantante lasciata
dietro la porta socchiusa dell’andito
dalla figlia di tuo figlio a lievitare come un sospiro

l’aura.

2.
(in quella pinarella al riparo raccolgono detriti e piani
d’antichi passi colori smarriti in una terra che tutto confonde
e si riprende qualche sogno interrotto
una casa perduta o la traversata del deserto di rose
e dune a spostare confini là
a ridosso della tana del sole quando luna
sorniona è rapida al cambio)

i sottili dispiaceri sono piccoli vuoti a perdere
tra una lattina che cola aspartame e una gomma da masticare

-cinque anni da oggi prima di sgranare nell’aria –

Giampiero Neri

neri

Giampiero Neri (pseudonimo di Giampiero Pontiggia) è nato a Erba nel 1927 e vive a Milano dal 1950. Ha esordito come poeta sulla rivista «Il Corpo» di Giancarlo Majorino. Poesie sono apparse sul primo numero dell’«Almanacco dello Specchio» ,Mondadori nel 1972 con introduzione di Giovanni Raboni. Ha pubblicato la prima raccolta organica nel 1976 L’aspetto occidentale del vestito (Guanda).Successivamente per Mondadori ha pubblicato tra gli altri Teatro Naturale (1998),Paesaggi inospiti (2004), Poesie (1960-2005) (2007) Il professor Fumagalli e altre figure (2012) con cui ha vinto Il Premio Maconi 2013.

 

1.

Che la seconda parte della vita sia occupata a contraddire la prima è di comune esperienza, per quanto spiacevole.
Si salva poco di quello che avevamo pensato, forse niente.
Cosa rimane allora del tempo passato? Si dice di un maestro zen che, prossimo a morire, aveva invitato i discepoli nel suo giardino e rivolto a loro, sentendo gli uccelli cinguettare sui rami, aveva detto: “E’ tutto questo e nient’altro”.

Maurizio Brusa

brusa

Nasce a Imola, dove risiede nel 1951. Dopo l’esordio con Guanda (segnalato da Walter Siti nel volume Einaudi “Il Neorealismo nella poesia italiana”.) segue una corposa silloge nell’“Almanacco dello specchio”del 1986. Nello stesso anno è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia in qualità di poeta. Dopo anni di silenzio esce la plaquette “I disagi dell’ombra” cui fa seguito “Grammatica del Silenzio” (Manni Editore). E’ in procinto di terminare il prossimo lavoro “la Vita Scalza”.

Un bagaglio di posteri.
Così negli organi accumulati
vivo
questo paese sterile :

la bocciatura deserta di chi
piccolo
diventerà belva o insetto luminoso

Franca Alaimo

alaimo

Esordisce nella scrittura poetica nel 1989 con la silloge Impossibile luna, a cui seguiranno altre 14 raccolte, molte delle quali premiate. Ha collaborato con P. Terminelli nella redazione della rivista L’involucro, con T. Romano per la rivista Spiritualità & Letteratura, ed attualmente fa parte della redazione della rivista on-line La recherche, diretta da Maggiani e Brenna. Ha tradotto due brevi sillogi di Peter Russell, poeta irlandese morto nel 2003. Ha pubblicato diversi libri di poesia e numerosi saggi.

 

Barchetta di carta

Ho cominciato a dire amore senza ascolto.
Solo ogni tanto venivano ad annusarmi
certi animali con occhi grandi e buoni.
Però sapevo volare nell’alto dei cieli
tenendomi al filo d’oro dei versi
che legavano l’infinito allo scrittoio.
La loro carità era fresca come brina mattutina,
musicale come un cinguettio di luce tra il fogliame.
Anche adesso mi danno più consolazione
che una miriade di figli e mi fanno attraversare
mari e continenti senza paura di smarrirmi.
(Là fuori, invece, mi dicono che gli altri
vivendo imparino soltanto a morire).
È vero: la mia barchetta è fatta di carta
e, per spostare le tempeste, ho solamente
queste mani ardenti, ma la promessa
è la visione prodigiosa dell’altrove.

Leo Bollettini

bollettini

È nato nel 1962 a San Benedetto del Tronto (AP). Attualmente vive nella vicina Acquaviva Picena. Imprenditore, è laureato in Scienze Agrarie all’Università di Bologna ed è Accademico dei Georgofili. E’ Presidente del Circolo Culturale “Riviera della Palme”, fondato nel 1983, che organizza il Festival Internazionale di Poesia di San Benedetto del Tronto diretto artisticamente da Maurizio Cucchi. E’ presente in antologie come Sorrisi per Merca (Ozzano dell’Emilia, 1985) e La voce della resa (Stamperia dell’Arancio, Grottammare, 2000).

Sospesi

Siamo così, tutti amleticamente
sospesi
tra scelte che divergono.

E tu che – in apnea – hai intrapreso
la sfida
devi vivere tutto

passo dopo passo
in una crescita di continua
consapevolezza.

Alessandro Niero

niero

È nato a San Bonifacio (Verona) nel 1968 e vive tra Gallio (Vicenza) e il Lido di Venezia. Insegna letteratura russa all’Università di Bologna. Ha esordito con la plaquette Tendente a 1. In seguito ha pubblicato A.B.C. Chievo, 2013, la silloge Poesie e traduzioni del signor Czarny 2013 e il volume Versioni di me medesimo, 2014. Come traduttore di poesia russa ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali. Per la collana di poesia dell’editore Passigli, fondata da Mario Luzi, cura la sezione «Russia Poetica».

 

Il sentiero

Viene, alla fine, l’attimo degli atti netti,
che sfrascano l’intrico di ramaglie –
il sovrappiù.
Viene la conta delle storie da spuntare
via via dal novero dell’esistente –
ora che si odono, non spurie, voci.
E finalmente.
Viene il sentiero che adesso si aguzza:
ammonticchiando terra,
come un forzato scavo.
Perché il sentiero inclina verso il basso,
togliendo vista
a destra,
a sinistra.

Gaia Danese

gaia

Gaia Danese (Roma, 1971) ha pubblicato la raccolta di poesie Le estremità fragili / Las extremida des frágiles (Cordova, Ed. Cosmopoetica, 2007, traduzione di Juan Carlos Reche). Ha pubblicato poesie nelle riviste Espacio/Espaço Escrito e “Lo Specchio”. Nel 2003 ha messo in scena l’opera di teatro-danza Tanghedia d’Amore. Phd in Relazioni Internazionali dell’Institut d’Études Politiques di Parigi (Science Po) e, dal 2000, diplomatica di carriera, attualmente è Consigliere presso l’Ambasciata d’Italia a Madrid.

Branchie sottili
all’altezza delle scapole allargano il torace.
Convivono in apnea con l’ordine preciso dei risvegli,
i biscotti della colazione,
i vestiti scelti e piegati,
le cartelle preparate.

Prudenti, esalano respiri lievi
nelle fiabe della sera

Ma nel vostro sonno si aprono sfacciate,
come bocche, spalancate.

Italo Testa

testa

Nato nel 1972 a Castell’Arquato, ha pubblicato per la poesia: Gli aspri inganni, 2004; Biometrie; 2005; canti ostili, 2007; Luce d’ailanto in Decimo quaderno di poesia italiana, 2010; La divisione della gioia, 2010; i camminatori Premio Ciampi, 2013; e la raccolta di long poems Tutto accade ovunque, 2016. Co-direttore della rivista di poesia L’Ulisse, è redattore e resident dj su leparoleelecose.it e tra i fondatori di puntocritico.eu. Ha ideato con Paul Vangelisti il poster periodico 2×2 e cura a Brera la collana di multipli coincidenze e il laboratorio da>verso: transizioni arte-poesia. Tradotto in varie lingue.

Perdendo terreno

dillo allora che una verità non cade
sui campi neri, tra i corpi eccitati
e siamo noi che già arresi ci apriamo
alla luce e al vento che ci uguaglia,
o nient’altro è il tempo se non la spoglia
che preme e svuota il suo dolore
tra le gambe ossute di una donna,
il ronzio delle tue stesse orecchie
quando fulminea ti prende in bocca
dillo allora che una verità non cade
dentro la gola, tra le labbra serrate,
e siamo noi che dall’alto guardiamo
come impalati, perdendo terreno
sul mondo dei vivi, in questa morte
che ci precede e in questo buio
a cui scendiamo con odio pieno

Giovanni Turra

turra

È nato a Mestre nel 1973. Vive a Mogliano Veneto. Insegna materie letterarie nei licei. Ha scritto le raccolte di poesia Planimetrie (Book, 1998), Condòmini e figure (Nono quaderno italiano, Marcos y Marcos, 2007), PEEPshow («In forma di parole», quarta serie, I, 2008), Con fatica dire fame (La Vita Felice, 2014). Si è occupato, tra gli altri, di Francesco Biamonti (Colloquio con F.B., in F. Biamonti, Scritti e parlati, Einaudi, 2008) ed Emilio Cecchi (la curatela de Le vie della città, Amos Edizioni, 2004).

 

Superfici

Non c’è sguardo che fissi la mia nuca
ma un’altra nuca ancora,
seduti come siamo,
lo sconosciuto e io,
dentro il gazebo che fa vela
a Treviso, in Piazza Pola.
Impareremo a decifrare,
immobili entrambi e premurosi,
l’orografia dei corpi,
le superfici vaste,
le nostre schiene
come tabulae incisae.
Insetti ermafroditi a pelo d’acqua
che si toccano da dietro.

Lucrezia Lerro

lerro

È nata nel 1977. Vive e lavora a Milano. Sue poesie sono apparse su «Almanacco dello Specchio» Mondadori 2006 e nell’antologia, Nuovissima poesia italiana Mondadori 2004. È autrice delle raccolte di poesie L’amore dei nuotatori peQuod 2010, e Il corollario della felicità 2015. Ha pubblicato i romanzi Certi giorni sono felice, 2005, Il rimedio perfetto, 2007, La più bella del mondo, 2008, La bambina che disegnava cuori 2010, Sul fondo del mare c’è una vita leggera, 2012, La confraternita delle puttane, 2013, Il sangue matto, 2015.

Buttare le ore dalle finestre
dilazionarne la ferita, il polso
che lamenta pazzie
e spese superflue.
Alle radici degli oleandri la Villa Triste.

Se i corvi potessero sollevarsi
dai prati di Via Monte Rosa
svanirei per la pregevole città.

Anna Belozorovitch

belo

È nata a Mosca e ha vissuto tra il Portogallo e l’Italia, dove risiede stabilmente dal 2004. Laureata in Mediazione linguistica, frequenta il dottorato di ricerca in Studi Interculturali presso La Sapienza di Roma. Ha pubblicato le raccolte poetiche Anima Bambina (Besa 2005), Gioventù (Centro Studi Tindari Patti 2010), Qualcosa mi attende (LietoColle 2013) e il romanzo in versi L’Uomo alla Finestra (Besa 2007). Sono da poco usciti il romanzo 24 Scatti (Besa 2015) e il libro Poesia di Kazimir Malevic (Lithos 2015), da lei tradotto e curato. È presente in diverse antologie. Collabora con Versante Ripido, mensile online dedicato alla poesia, e fa parte della Compagnia delle Poete.

 

.

La foto non richiamerà
e il silenzio non riporterà indietro.
La melodia striderà
sul vuoto opaco del momento.

Verrà il gesto ripetuto:
sarà perduto e perdonato.
Verrà la rima e stancherà.
E sarà fine. Sarà mito.

E solo oltre brillerà
immediato e infinito
un nuovo spazio travagliato
per una nuova verità

Davide M. Quarracino

quar

È nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1995. Frequenta la facoltà di lettere moderne all’università della Sapienza di Roma. Nel 2013 e nel 2014 ha letto alcuni suoi testi alla 10a e 11a edizione di Parco Poesia (Rimini). Suoi testi sono anche tradotti in arabo. Frangiflutti è la sua opera prima.

Saprai riconoscermi – ti domanderò, pensando
a quando le stagioni, di nascosto, ci inghiottiranno.
Te lo domanderò guardando in quei tuoi occhi
tanto diversi e tanto uguali ai miei.
In noi avremo amori che non sono più
e amori che potevano essere ma non sono stati.
Cambierà il mio viso, il mio modo di pormi,
insieme ai vestiti, al colorito dei capelli…
lo sguardo cambierà e con lui ogni cosa…

Saprai riconoscermi, ti domanderò. Saprai?

Matteo Bianchi

BIANCHI

È nato a Ferrara nel 1987. Specializzato in Filologia moderna a Ca’ Foscari. È giornalista pubblicista e si occupa di comunicazione. Ha pubblicato varie raccolte: Fischi di merlo, Edizioni del Leone 2011, L’amore è qualcos’altro, Empirìa, 2013, La metà del letto, Barbera 2015, e la plaquette Un’ombra in due (L’Arca Felice, 2014). È stato presentato su “Gradiva” (State University of New York, Olschki Editore). Suoi versi sono apparsi anche su varie antologie e riviste. Suoi contributi critici, invece, su “Il Ponte”, “Semicerchio”, “Letteraria” e “Atelier”.

 

«I miei vestiti sono sporchi,
ma sono i miei.
Li ho sistemati in una camera d’albergo.
Oggi chi ci vivrebbe più».
Aprivi la finestra della stanza
per sentire il mondo di fuori,
con i fantasmi
dietro gli occhi di vetro,
vapori degli anni passati.

Alessandro Pancotti

pancotti

È nato a Milano nel 1981, è laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Milano dove vive e lavora. Ha pubblicato la raccolta di poesie: Le iniziali (LietoColle 2014, Premio Mauro Maconi e Premio Camaiore – Opera prima). Alcuni suoi testi sono usciti sulla rivista letteraria l’Immaginazione e sul Bisestile di Poesia (Edb Edizioni). Ha curato il catalogo per la mostra di Piero Fogliati: “L’immagine nella rêverie” all’Osart Gallery di Milano.

Carriere

Pensavo fossero altri i più predisposti
invece sono io
quello che scrive poesie. Non c’è merito
né da guadagnarci. Ai miei
ex colleghi di Economia, in Porsche
pancetta e passeggini da spingere
faccio invidia mi dicono;
sarà che non leggono;
sarà che ho tutti i capelli.

28.07.2015

 

Julian Kornhauser

JulianKornhauser

nato nel 1946, poeta, scrittore, critico letterario, saggista, traduttore, pro-fessore di letteratura presso l‘Università Jagiellonica di Cracovia. Uno dei più importanti rappresentanti del movimento degli anni ‗70 Nowa Fala (Nuova Ondata) nella letteratura polacca.

Bambini

sono più saggi di noi
sanno tutto
perfino il nulla ha per loro il colore della castagna
vedono le montagne dove noi non le vediamo
i mari si infrangono quando non si sente nulla
cercano di farsi strada tra i loro dentini storti
le parole sconosciute
tra le unghia sporche vi è in agguato la paura
e un’indicibile avventura
quando corrono
le loro scarpette troppo grandi schiamazzano
e i capelli si attaccano al vento
quando tacciono
nei loro occhi c’è così tanta matura nostalgia
si arrampicano sulle punte delle dita
per toccare cosa non si può
cercano di fare la lotta con i divieti
per poter differenziare lo scherzo dalla paura
a volte giacciono silenziosamente per terra
pronunciano strani incantesimi
e allora un bicchiere cade dalla tavola
si apre la finestra
e la matita colorata scivola piano sulla carta da parati bianca

 

Mario Santagostini

santago

Mario Santagostini è nato a Milano, dove ha sempre vissuto, nel 1951. Ha pubblicato, tra l‘altro, Uscire di Città (Ghisoni, 1972, Stampa, 2012) Come rosata linea (Società di poesia, 1981) L‟Olimpiade del ‟40 (Mondadori, 1994), Nuove Poesie (NEM 1999) L‟idea del bene (Guanda, 2001), Versi del malanimo (Mondadori 2007), A. (Lietocolle (2010), Felicità senza soggetto (Mondadori, 2014). Ha scritto il saggio Il Manuale del poeta (Oscar Mondadori). Ha tradotto dal latino e dal tedesco. Ha collaborato alle pagine letterarie di vari quotidiani.

(Una donna incontrata molti anni fa mi scrive. O forse simulo che lo
faccia e riferisco l‘ultima parte. La risposta, in ogni caso, è mia)

(…)
Come altre che nemmeno hai visto,
non ti ho amato.
Sono passata nella tua vita.
Male e controvoglia, ma sono passata.
Non ci vedremo più.
Dopo anni, parli come chi è stato
appena lasciato solo
e non sa ricavarne nessun bene,
o non ancora.
Lo farà qualcun altro, o lo ha già fatto: così
l‘universo aiuta gli incompiuti.
Sei felice lo stesso?

-Si.

Damiano Scaramella

scara

È nato a Palestrina (Roma) nel 1990. È laureato in Lettere moderne a Roma e in Filologia moderna a Milano, dove attualmente vive. Ha tenuto letture a Roma, Milano, Bologna, Modena, Bagnoregio e Catania. Ha vinto il Premio U29 del PoesiaFestival di Modena nel 2013. La sua prima raccolta è in uscita nel 2017. Ha pubblicato su riviste cartacee e online. Come saggista ha curato il volume Ho sognato il vostro tempo (il Saggiatore, 2014), e pubblicato, tra gli altri, Odissea di luce (in Parola e mistero, Metauro, 2014). È redattore editoriale presso il Saggiatore e dirige il blog il Saggiatore Poesia.

Entrate. Venite a guardare.
La casa è vuota. Il corpo
è stato trascinato a quattro braccia
per le scale – si vedono segni di lotta,
di furia agonistica tra il peso del morto
e le piccole falangi dei becchini.

Ora restano solo i fantasmi, i sanguinosi
e timidi che fanno capolino tra i tendami.
Bisogna chiedergli adesso, avere lo stomaco
di parlare con loro.

Greta Rosso

gretarrrr

È nata a Casale Monferrato nel 1982. Vive a lavora a Bormio.Ha pubblicato Cronache Precarie (Aìsara, 2009), In assenza di cifrari (LietoColle 2012) e Manuale di insolubilità (LietoColle-Pordenonelegge 2015). Sue poesie sono apparse nei siti internet Nazione Indiana, Absolute Poetry, Imperfetta Ellisse, Viadellebelledonne, Poetarum Silva, Words Social Forum, e nelle riviste cartacee Il Foglio Clandestino, Le Voci della Luna e Smerilliana.

la visuale è slittamento è carrellata è
un viso magro che scruta gli interstizi
non vedi quei quadri di vita vissuta di
amici di forse anche neve e vento non
osi chiamare le cose col nome che è
loro proprio è una frazione di secondo
il baratro fra il pensare e l‘atto che tu
non compi e si riversa su di te e ora sei
senza scampo: vivere è una slavina e
nulla puoi prevedere.

Anna Maria Farabbi

Farabbi

Poeta narratrice saggista traduttrice. Tra le sue ultime pubblicazioni, ricordiamo nel 2013: per la poesia Abse; per la narrativa: leièmaria; per la narrativa ragazzi Caro diario azzurro; per il teatro: la morte dice in dialetto da Rossopietra. Nel 2014 è uscito per la saggistica: Perugia, Unicopli; Nel 2015, per Terra d’Ulivi ha curato l’opera postuma di Claudia Ruggeri, Uovo in versi e, ugualmente postuma, Erotica di Maria Grazia Lenisa per Lietocolle. Nel 2016 ha curato e tradotto Louise Michel, Se questo è il potere, io sono anarchica, ha inoltre curato l’opera Duse.

la prima poesia della consapevolezza

lo so che prima di me più forte di me canta
un anonimo poverissimo filo dell’himalaya
con le sue facce volatili stracciate

ma il mio fiato sensuale segna l’aria
e prima di evaporare tocca

Stanisław Barańczak

Barańczak

Stanisław Barańczak (Poznań 1946 – Newtonville, Massachussets 2014). Esordisce come poeta alla metà degli anni Sessanta, contribuendo in mi­sura ragguarde­vole, pure come penetrante critico letterario, al raggruppa­mento poetico “Próby” (Prove) di Poznań e quindi alla galassia delle nuove tendenze cul­turali e poetiche del movimento contestatario “Nowa Fala” (Nuova On­data). È stato anche traduttore mirabile.

7.11.79: Mai davvero

Mai davvero patii il freddo, mai
mi hanno divorato i pidocchi, mai provai
vera fame, umiliazione, timore per la mia vita:

mi chiedo a volte, con che diritto io scriva

 

Ewa Lipska

Lipska

Nata a Cracovia nel 1945. Esordisce assai presto come poeta, ancora studentessa liceale, nel 1961. Nel 1964 esce sulla rivista “Życie Literackie” la poesia My (Noi), amara autobiografia di una genera­zione, la sua, la prima generazione del dopoguerra, lucidamente avvertita senza storia, cresciuta e educata coi soli modelli della “Piccola Stabilità” degli anni seguiti all’Ottobre polacco.

Noi

Noi – classe del dopoguerra spalancata al mondo –
nella sazia agiatezza del nostro corpo
leggiamo Sartre e le rubriche telefoniche.
Ponderiamo attentamente ogni terremoto.
Noi. Classe del dopoguerra uscita da cheti vasi da fiori.
Tirata fuori da incontestabili conti statistici.
Non udita nel frastuono degli inizi.
Sofferente d’insonnia e a falena simile.
Designata a concentrarsi su.

Ai nostri giorni conducono porte rugginose.
Scale sopravvissute all’allevamento di canarini.
Cascata di passi. Funerale con orchestra. E il grido di pignatte in frantumi.

Scendiamo piano. Molto piano. Con la gravità d’un albero.
Le sette del mattino forse. Troppo preciso matura il giorno
e prende talora il sapore d’una mela che marcisce.
Gente la più diversa corre fuori d’impeto.
Da scale. Androni. Alberghi. Dalle labbra. Laggiù e qui.
Imprecano. Si fermano pagati nei parcheggi.

Noi, invidiamo quelli
che in alti stivali allacciati
passarono attraverso la guerra.
Gli invidiamo
le notti con parsimonia a briciole
ripartite tra gli elmi spossati.
Gli spari come fuochi artificiali portati alla bocca.
Le volgari commozioni per l’improvvisa salvezza.

Maddalena Bergamin

Bergamini

È nata a Padova nel 1986 e vive a Parigi. È dottoranda alla Sorbonne, dove insegna lingua e civiltà italiana. Si occupa di poesia femminile contempora­nea. In poesia, ha pubblicato Comunque, la pioggia (Perrone, 2007). La sua seconda opera, intitolata Scoppieranno anche queste stagioni, è inclusa nel XII Quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos). Un suo studio sulla poe­sia di Lidia Riviello è apparso in Quaderni del Novecento XIV. Parole, immagini, serialità. 2014.

Era certo che il dolore fosse
femmina, molto prima di partire
per Parigi, lo si vedeva già dal trucco
che colava sulla faccia resa nera, anche dai tacchi
si capiva, conficcato e rabbioso, dal capriccio
della bambina. Lama, tagliola, collasso del vetro
da scheggia ferita, calamita: abito da sera
il dolore è un’isterica catena

 

Adam Zagajewski

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Adam Zagajewski (Leopoli, 21 giugno 1945) è un poeta, scrittore e saggista polacco. Residente a Parigi dal 1981 al 2002, poi trasferitosi a Cracovia, è insegnante di letteratura presso la University of Chicago. In Italia sono usciti presso Adelphi un volume di prose, Tradimento (2007) e l’antologia poetica Dalla vita degli oggetti (2012).

 

I poeti sono dei presocratici

I poeti sono dei presocratici. Nulla comprendono.
Attentamente ascoltano il bisbiglio dei vasti fiumi di pianura.
Ammirano il volo degli uccelli, la pace dei giardini suburbani
e i treni ad alta velocità, che corrono dritti fino all’ultimo respiro.
L’odore del fresco pane caldo proveniente dal panificio
fa sì che essi si arrestino sul posto,
come se si ricordassero di qualcosa di molto importante.
Quando balbetta il ruscello montano, il filosofo s’inchina

all’acqua
[selvaggia.
Le bambine giocano colle bambole, un gatto nero attende
[impazientemente.
Silenzio sui campi in agosto, quando volano via le rondini.
Anche le città hanno i loro sogni.

Vanno a passeggio per strade di campagna. La strada non ha fine.
A volte regnano e allora tutto s’immobilizza
– ma il loro dominio non dura a lungo.
Quando fa la sua apparizione l’arcobaleno, l’inquietudine

svanisce.
Nulla sanno, ma annotano singole metafore.
Congedano i defunti, le loro labbra si sommuovono.
Guardano i vecchi alberi rivestirsi di verdi foglie.
A lungo tacciono, e poi cantano e cantano, finché non scoppia

la gola.

 

Marco Bini

Bini

È nato a Vignola nel 1984. Si è laureato in Lettere moderne all’Università di Bologna. Nel 2011 suoi testi appaiono nell’antologia La generazione en­trante (Ladolfi editore) ed esce il suo primo volume di poesie dal titolo Co­noscenza del vento (Ladolfi editore), con il quale consegue diversi riconosci­menti. Nel 2013 autoproduce la plaquette Posto unico. Redattore della rivista «Atelier», per la versione online traduce dall’inglese poeti stranieri. Nel 2015 appare nell’antologia Post ‘900 (Ladolfi editore) ed esce il suo secondo libro di poesie, dal titolo Il cane di Tokyo (Perrone).

 

C’è una macchia di umido in soffitta
che dallo spigolo si sparge germinando braccia
pronte ad aggredire tutta intera la stanza.
Andrà ripulita un giorno di questi,
triturata la vernice scrostato l’intonaco fino alla pietra
quasi a intuirne la guaina che tiene a bada estati
e inverni e che a ogni tempesta un poco si sfalda.
Dalla sua teca di plastica da venticinque anni
senza un nome l’orsetto con gli occhietti
la controlla, nebulosa pronta a divorarsi
un universo di accumulo e archiviazione.

Assiste per destino alla sua espansione;
piccole mani non ne afferreranno il peluche
dei fianchi in una foto appartenente
quasi certamente a una dimensione parallela.