(…) E il mare era per me – e lo è ancora – la più promettente e seduttiva pagina bianca. La pagina non ancora scritta, il sogno non ancora realizzato, il desiderio non ancora estinto, la fuga non ancora portata a compimento, l’assenza che suggerisce la presenza, l’inizio che non ha fine.
Nella sua distesa luminosa e sconfinata, nei suoi abissi sconosciuti diventa facile e quasi inevitabile trovare una metafora vivente alla propria irrequietezza, all’istinto di Libertà, alle paure e all’inesplorata e profonda regione dell’anima (…).

foto: Carlo Atzori-Aspettare il mare e trovarlo

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