Protagonisti Gian Mario Villalta, poeta, scrittore e direttore artistico di “Pordenonelegge” e il poeta Nino De Vita, presentati da Roberto Galaverni

 

È già di nuovo tempo di poesia, nel cortile della biblioteca Panizzi. Prosegue infatti la rassegna “Vola alta parola. Incontri poetici”, a cura di Guido Monti, poeta e critico letterario, forte della partecipazione di pubblico fatta registrare dal primo dei quattro appuntamenti. Ad aprire il ciclo di incontri, lo scorso venerdì sera è stato il poeta inglese Simon Armitage, autore fuori dagli schemi, dall’ironia spiccata,considerato uno tra i più grandi poeti europei contemporanei, che ha letto alcune poesie dalla sua ultima raccolta In cerca di vite già perse (Guanda 2015), curata da Massimo Bocchiola che di Armitage aveva già tradotto per Guanda Sir Gawain e il Cavaliere verde.

 

Inserita nel cartellone di “Restate”, la rassegna prosegue venerdì 8 luglio alle 21,30: l’incontro, (ingresso libero), vedrà protagonisti Gian Mario Villalta, poeta e scrittore oltre che direttore artistico di Pordenonelegge dal 2003 e il poeta Nino De Vita, una delle voci poetiche più interessanti e rigorose della letteratura contemporanea, erede e testimone di quei grandi scrittori del novecento siciliano quali Butitta, Consolo, Sciascia, Piccolo, presentati da Roberto Galaverni, attualmente collaboratore alle pagine culturali del Corriere della Sera e dei programmi di RadioTre Rai e della Radio Svizzera Italiana.

 

“Vorrei che la poesia ritrovasse un dialogo diretto con il lettore medio sul terreno ampio delle relazioni quotidiane di cui tutti, vivendo, siamo parte”. Lo ha dichiarato all’Ansa il poeta Gian Mario Villalta, per l’uscita di “Telepatia”, volume inedito con 19 poemetti “sulla vita riletta nell’incedere del tempo”, che inaugura la collana “Gialla Oro”, nuovo progetto editoriale avviato dal festival Pordenonelegge.it con l’editore Lieto Colle. Il libro rappresenta per l’autore il “bilancio di un tempo di riflessioni sul piano creativo e di una ricerca di soluzioni formali”. “La storia della poesia recente – ha aggiunto Villalta – è storia di perdita di lettori e di interesse, ma anche di specializzazione assurda: solo i poeti, veri o presunti leggono i poeti veri o presunti, come in un ghetto. Io, invece,vorrei che la maggior parte di queste poesie permettessero a chi le legge di trovarci qualcosa di comprensibile e condivisibile dal punto di vista del linguaggio e dei contenuti”. Il libro è articolato in 4 parti.

 

Gian Mario Villalta  (Visinale di Pasiano, PN, 1959), insegnante di liceo dal 1984, ha esordito come poeta, presentato da Antonio Porta su “Alfabeta” nel 1986, pubblicando in seguito diversi libri di poesia tra cui: “Altro che storie!” (Campanotto, 1988), “L’erba in tasca” (Scheiwiller, Milano 1992), “Nel buio degli alberi” (La barca di Babele, Circolo Culturale di Meduno 2001),  “Vose de Vose – voce di voci” (Campanotto, 1995 e 2009), “Vedere al buio” (sassella, 2007), “Vanità della mente” (Mondadori, 2011, Premio Viareggio).

 

Ha appena dato alle stampe “Telepatia”, volume inedito con 19 poemetti “sulla vita riletta nell’incedere del tempo”, che inaugura la collana “Gialla Oro”, nuovo progetto editoriale avviato dal festival Pordenonelegge.it con l’editore Lieto Colle. Ha inoltre pubblicato libri di poesia in dialetto veneto periferico e in italiano. Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume. Con Stefano Dal Bianco ha curato il Meridiano Le poesie e prose scelte di Andrea Zanzotto.

Nel 2007 Villalta ha redatto l’aggiornamento della voce Poesia per l’Enciclopedia Italiana Treccani e ha contribuito con due saggi al terzo volume dell’Atlante della Letteratura Italiana (Einaudi, 2013). Il suo primo libro di narrativa, Un dolore riconoscente, è uscito con Transeuropa nel 2000. Poi sono venuti i romanzi Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014).

 

Nino De Vita è nato a Marsala, dove vive, nel 1950. Ha esordito nel 1984 con la raccolta di versi Fosse Chiti, Premio Cittadella, cui ha fatto seguito una trilogia in dialetto siciliano: Cutusìu, (Mesogea, 2001, Premio Mondello), Cùntura, (Mesogea, 2003, Premio Napoli), Nnòmura, (Mesogea, 2005, Premio Salvo Basso e Bartolo Cattafi). È autore di diverse plaquettes e raccolte di versi pubblicate in edizioni a tiratura limitata. Riconosciuto, non solo in Italia, come una delle voci poetiche più interessanti e rigorose della letteratura dialettale contemporanea, gli sono stati attribuiti numerosi premi, tra cui, nel 1996, il Premio “Alberto Moravia”; il Premio Mondello 2003 con Cutusìu e, con Cùntura, il Premio Napoli nel 2004, il Premio “Tarquinia-Cardarelli” nel 2009  e il Premio “Ignazio Buttitta” nel 2012. Ha scritto anche racconti per ragazzi. Di recente sono uscite tre antologie della sua opera.

 

La rassegna Vola alta parola è realizzata in collaborazione con Iren, Coop Alleanza 3.0, Coopselios, Credito Cooperativo Reggiano e il contributo della Fondazione Manodori. Gli incontri si tengono nel cortile della biblioteca Panizzi alle ore 21.30. L’ingresso è libero e limitato ai posti disponibili.

 

Per informazioni: 0522 456084, www.bibliotecapanizzi.it

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