Amo ogni tuo ciglio, ogni tuo capello, ti combatto in
candidi corridoi
dove si giocano le fonti della luce,
ti discuto in ogni nome, ti strappo con delicatezza di cicatrice.
A poco a poco ti metto nei capelli cenere di lampi e nastri
assopiti nella pioggia.

Non voglio che tu abbia una forma, che sia esattamente
quello che viene dietro la tua mano,
perché l’acqua pensa all’acqua, e ai leoni quando
si sciolgono nello zucchero della fiaba,
e ai gesti, architettura del nulla,
le loro lampade accese a metà dell’incontro.

Ogni domani è l’ardesia su cui ti invento e ti disegno,
pronto a cancellarti, non sei così, neppure con quei capelli lisci, quel sorriso.

Cerco la tua somma, il bordo del bicchiere in cui
il vino si fa
luna e specchio,
cerco quella linea che fa tremare un uomo
nella sala di un museo.

E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo.

foto: Katerina Manshine-July, 2011

[button link=”http://www.lietocolle.com/cms/?page_id=4631″ color=”orange” size=”small” target=”_self” animation_type=”0″ animation_direction=”down” animation_speed=””]ARCHIVIO[/button]