Nell’età di Socrate, il filosofo Antistene diede vita a un movimento che si perpetuò in tutto lo sviluppo della cultura antica. Erano i “cinici”, ed è incerto se questo nome derivi dal ginnasio di Cinosarge dove si riunivano i seguaci di Antistene, dei quali il più celebre fu Diogene di Sinope detto il Cinico, o – ipotesi più suggestiva – dal loro stile di vita naturale e animalesco a “imitazione del cane” (kunismòs). I cinici teorizzavano l’autosufficienza dello spirito e consideravano ogni bene esterno come indifferente: ne derivava un’apatia che nulla poteva smuovere, neppure i piaceri o la fatica, e una conseguente libertà di vita e di giudizio. Questo ostentato disprezzo verso le leggi morali, i costumi, le convenienze e gli ideali ha assunto con il tempo l’accezione di un comportamento riprovevole.
Ambrose Bierce, nel suo “Dizionario del diavolo” dice – Il cinico è un mascalzone la cui vista difettosa vede le cose come sono, non come dovrebbero essere.
Più tagliente e raffinato Oscar Wilde, che – ne “Il ventaglio di Lady Windermere” fa affermare ad un personaggio – Cos’è un cinico? Uno che sa il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna.
Indro Montanelli, nell’”Italia giacobina e carbonara”, li fotografa invece così – I cinici sono tutti moralisti, e spietati per giunta.
Il critico Aldo Grasso vede la debolezza del lato negativo – Il cinismo è la crudeltà dei delusi: non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro certezze.
Giovanni Soriano, in “Finché c’è vita non c’è speranza” –Cinismo è dare alle cose il disprezzo che meritano.
E poi Lillian Hellman in “Le piccole volpi”, dice – Il cinismo è un modo spiacevole di dire la verità.
E ancora Jean Genet – Il cinismo è il riuscito tentativo di vedere il mondo com’è realmente.
Un maestro del disinganno, Emil Cioran, così lo definisce in “La provincia dell’uomo” – Non aspettatevi da alcuno nulla più di quanto noi stessi siamo.
Infine, per sorridere, qualche perla di cinismo.
.Se lei ti morde un orecchio, ma quella lei è un rottweiler…
.Se lei ti dice “lasciati andare”, ma tu sei appeso al cornicione…
.Se lei ha il reggiseno a balconcino, ma le mutande a saracinesca…
.Se ti sei montato la testa, ma non hai seguito le istruzioni…
.Se la vita è una ruota, ma sulla tua gira un criceto…
.Se hai un sogno nel cassetto ma ti hanno fottuto la scrivania…
.Se tu rincorri il mito del fallo, ma lei rincorre il fallo del mito…
.Se il tuo viso sprigiona luce ma è solo perché hai 2 dita nella presa della corrente…
.Se il mattino ha l’oro in bocca, ma tu hai un termometro nel sedere…
.Se lei ti tiene sulla corda, ma dà anche un calcio allo sgabello…
.Se hai preso il coraggio a 2 mani, ma poi guardi bene… e non è il coraggio… e forse non servivano nemmeno 2 mani…
.Se il paese va a puttane e sono tutti a casa tua…

foto: Gerard Sexton-Remind me what was that brief

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