A meno che
non mi sbagli di grosso
è un cencio
– morsi di mastini
feroci attorno all’orlo –

oppure ancora
può darsi che sia
un ritaglio di stoffa
tagliato sottile
dalla cimosa in su,
liscio come perla.

Si dice che sia stato
rappezzato per bene
(detto fra noi, non fa differenza).
Basterà tener chiaro
che è solo il pezzo d’un qualcosa
più grande di sé.

Più grande.
Molto più grande.
Ancora più grande della nostra Terra.

Il tempo, scorrendo,
gli ha tolto il colore.
Ahimè,
neanche gli affini lo riconobbero
e a nulla valsero le sue insistenze.

I dottori, proprio loro, l’hanno fatto fuori
– gente d’alta perizia e pianificazione –
perizia, ragazzo mio,
che l’ha spedito all’altro mondo.

Però, parola mia,
benché senza vita

è terso.

È terso, dico, terso,
terso come cristallo.

La colazione del prete
non esiteresti a porvi sopra

o anche
– la Croce ci venga addosso! –
la stessa Ostia Benedetta.

foto: Yuriy Ratush-Dark lady 2

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