ma a me il male è questo dolore quest’ora
in cui il ragno oscilla tra tela e parete e i muri
fino al soffitto costruiscono ombre
e mi si spaccano i denti nella furia di parole
che ritornano : lo vedete voi che c’è il torto
e tutto a nostra immagine?

ma a me chi me lo dice che c’è il paradiso?
anche il muso dell’animale è attesa è mangiare è chiedere
e guscio è ogni anatomia e il voi e il noi e ogni figura
sono aperti e a volte pensiamo la salvezza
a volte siamo solo vivi e siamo stufi del cuore dell’anima
del giorno che saremo alla destra di chi a fare cosa?
il dolore è questo : è errore nelle parole.

ma dio se prende i pari vostri se vi somiglia
è messo male : quaggiù è terra io sono cometa
sono miglia di vento nella nuca sono gli occhi
che rìmano il mondo e voi aggiustate l’abito ancora
credete all’abito credete di rinascere nella vita.

ma io la vita la finirei gridando come i pazzi:
andare sui tetti una finestra e fare il gesto così
e così e tiè e basta, mica coi versi la finirei
vi inchioderei i versi la poesia come la legge alla porta.

ma io ci inchioderei la carne alla porta
farei a brandelli le braccia mi romperei
ogni vena e gli occhi ve li incollerei
all’aorta a guardare le cellule che avete
di che cancro crepate e a gesù gli direi
che i sepolcri imbiancati camminano
i morti camminano e oggi è il giorno
del giudizio oggi è ogni giorno.

foto: Rachel Querrien-L’échappée

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