Si entra istantaneamente dalla finestra della copertina, partecipando, a registratore acceso, alla lunghissima intervista tra Solomon Volkov e Iosif Brodskij, uscita per la prima volta in Russia nel 1998, e rivista dall’autore in questa traduzione italiana firmata e a cura di Gala Dobrynina.  Il registro della scrittura è davvero invisibile perché reso in un’oralità colloquiale avvincente, dettagliata,  calda. Attraversiamo il corpo della grande madre Russia nelle vene dei suoi scrittori, poeti, intellettuali, artisti, personaggi che ci rendono un paesaggio storico e sociale molto spesso inedito.  Entriamo nel privato di case, salotti, relazioni, case editrici. Riprendiamo sotto gli occhi opere magistrali e minori, a volte del tutto sconosciute, valutandole e confrontandole attraversando la voce scritta di Brodskij. Lo seguiamo nei suoi viaggi interiori e geografici, giungendo in diversi paesi tra cui l’America.
La preziosità dell’opera sta anche nella ricchissima molteplicità degli aspetti narrati: nell’apporto fondamentale letterario congiunto a quello  sociale e storico. Nella lucida e fiera inquietudine di Brodskij,  mentre spiccano i ritratti artistici e esistenziali di Auden, Achmatova, Frost, Cvetaeva,  l’intensità del freddo russo e la neve odorano.

Redazione Lietocolle