L’aria che ride
di spalle
ogni tanto
rinasce e riparte
senza lasciar molte
tracce al fruscìo:
una scia una beige
dissolvenza. Il
vento e l’aria di
cemento – (mi
manca?) – Il fiato
rigato e leggere
– tutti e due gli accenti –
macchie della
carta non parole
forse interstizi
come spazi di una
intermittente
esitazione nella
scelta dal catalogo
delle emozioni (de)i
fini frammenti. Cosa
prende forma da
cosa, avrà riflettuto?

foto: Enrico Doria-After dance 1

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