L’uomo che sta accucciato nella vecchia latrina,
guarda il muro davanti a sé e vede
i piccoli grani di sabbia, sotto la mano di colore.
E dice l’uomo a se stesso che è ben vivo
poiché sa di guardar da uomo vivo quelle cose.
Così esce all’aperto, cosciente di sé e felice
entro una luce che poteva essere
ben grigia un momento fa,
quand’egli ancora entrato non era
in quella vecchia latrina. Ben vivo
egli si sente, e nulla gli è più signore:
nessun uomo, nessuna cosa, nemmeno Dio.
Perciò cammina ed è padrone di tutto ciò che vede
e sente attorno a sé e lontano:
sia la distesa di campi, sia il bosco del barone
proprietario di pianure e montagne;
sia la tana del topo, sia il gorgo impetuoso
del fiume che agguanta e annega un temerario
o sfortunato nuotatore;
e sia la nube del cielo e il sole e lo spazio
e tutto il passato e futuro giro del tempo.