… per la tensione alla verità e l’inesausto slancio verso un reale stratificato e complesso ove s’intrecciano persone del passato (Zanzotto) e affetti di tutta la vita (la figlia ancora bambina), memorie (le madri cattoliche del Novecento) e utopie, sentimenti del paesaggio e sentenze d’ordine riflessivo. Telepatia raccoglie e concerta una serratissima sequenza di diciannove poemetti, ognuno narrativamente, stilisticamente e sensorialmente compiuto in sé, con sicure, comuni e condivise acquisizioni di varietà prosodica. La struttura dei poemetti di Villalta è nel profondo dialogica, con frequenti inserti di monologo interiore o di discorso diretto che ne ampliano e approfondiscono la vena istintivamente polifonica. Il genere poemetto, consacrato dalla storia del Novecento (Pasolini, Pagliarani, Volponi) a una vocazione anche civile, entro questo libro viene allargato a una dimensione plurale e fantasmatica, drammaturgica ed evocativa di rara efficacia. Perfettamente calibrata e ordinata in tutte le singole parti che la compongono, Gian Mario Villalta consegna ai lettori la sua più matura prova poetica. Prosegue qui).

 

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