Salgo all’intaglio dell’altura che scende
e sale a scalinate verso il marmo circolare del sepolcro
circolante di venti mortuari, e da qui balzo da un salto
all’altro seguendo ramaglie, ciottoli, piedi di donne
scarpe avvilite tra ciuffi d’erba
e piante lacustri di sottobosco attorno la collina
con la prora spaccata del monumento al mare –
è così che inciampando nello sterco d’uno zotico
proseguo arrogante, fingendo il nulla
per non menomarmi come superstite
della perfidia delle tribù infime.

Foto: Hans Friedrick-D’Annunzio home

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