Sotto novembre degradano i prati
di mano cade la gemma alla vergine
il verde vivo è così solo
là al trapasso dei monti,
galli abbagliati galli campestri
da tutte le tane e i segreti
chiameranno domani
le ragioni eterne della neve.

Al di qua del mio sguardo
nella sabbia di quel tramonto
il sole arrischia il suo cristallo
la luna esita al bivio
e pende il bosco di natale
esplorato dal vento;
io sono qui dolce schiavo
degli orti nascosti e soffici di aghi,
ho i miti denti cariati dall’oro,
e tutto se ne va
coi miei passi di sonnambulo,
case e grotte s’inebriano
di tepori di gusci e di vesti.

Ecco raccolgono laggiù dalla brina
un bambino uscito dal battesimo
e lo portano per le strade,
la vite s’è abbandonata
fuor del muro e del sole
alle stelle settentrionali,
il frumento è nato intorno
ai paesi ai colori alle fanciulle,
il sole è là che non lascia dormire
i prati troppo verdi
e l’acqua devia
si dispera si scioglie s’allontana.

Ma lo scoiattolo oltre il freddo
limitare indagando
lascia il fragile cibo e vive ancora
del suo cuore di fragola.

Foto: Christophe Kiciak-November

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