(…) Poi furono insieme così che mentre la lancetta si muoveva, invisibile adesso, sull’orologio, seppero che niente poteva accadere mai più a uno di loro senza che accadesse all’altro, che nient’altro poteva mai essere più importante di questo; che questo era tutto e sempre, questo era il passato, e il presente a qualunque cosa fosse per venire. Questo non avrebbero dovuto averlo, eppure l’avevano. L’avevano ora e prima e sempre ed ora ed ora ed ora.
Non c’è che un solo ora, un solo, che ora ricade, ora turbina, si gonfia, ora ti lascia, ed è sempre ora, sempre sempre ora. Uno ed uno è uno, è uno, è uno, è uno, è sempre uno, sempre uno. Uno con condiscendenza, uno con dolcezza, uno con tenerezza, uno con bontà, uno con felicità, uno per amare, uno ora sulla terra con i gomiti sui rami di pino che hanno fatto da letto questa notte, con l’odore dei pini e della notte; definitivamente sulla terra ora, e con l’alba del giorno a venire. (…).

Foto: Giulia Provvedi-La luna è tua

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