Intanto penso a come le cose cambiano
appena si resta assenti.
Appena assopiti, all’angolo dell’affanno rutilante
respinti dal Raziocinio che incombe e detta le sue leggi
come un uncino d’acciaio
attaccato alla falce arrugginita del tempo.
Un gancio che cattura l’attenzione della giovane fantasia
e ci alza sul mondo per dirci “anche tu sei presente!”.
Ciò che siamo nell’assenza invece,
sul cuscino è un nettare dolce
l’abbandono, la compassione e il sogno.
Gioco, gloria, amore fanciullo.
Appena si resta assenti, tutto tace nel suo pianto,
e il mattino passa nel silenzio della sera.

Foto: Vanni Stocco-La città vista dal fiume

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