Vorrei che fosse neve questo varco,
un bianco irreprensibile
e fiori che lambiscono la sera.

Porto valige leggere, dicevi
socchiudo piano la porta, ne salvo
uno spiraglio inatteso di luce,
quelle suole di vento.
Parlo l’azzurro dello strappo, veglio
il cerchio dove pregano le mani
la voce che si svena.

Resto così, sospesa in questo crisma
di silenzio. Passi che vi smarriscono
in un fiato, l’orma che annera le unghie.

 

Fabrizio Bregoli, nato nella bassa bresciana, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, master in Marketing, lavora a Milano nel settore delle telecomunicazioni.

Ha pubblicato alcuni percorsi poetici fra cui “Cronache Provvisorie” (VJ Edizioni, 2015 – Finalista al Premio Caproni) e “Il senso della neve” (Puntoacapo, 2016 – Premio Rodolfo Valentino, Secondo Premio al Casentino e al Città di Arcore, Finalista ai Premi Gozzano, Merini, Saturnio). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante la plaquette “Grandi poeti” (2012).

Suoi lavori sono stati pubblicati in antologie di Lieto Colle, de La Vita Felice, della Fondazione Mario Luzi e sulle riviste Euterpe, Alla Bottega, Circolo Pickwick e Versante Ripido.

Partecipa a letture poetiche, dibattiti culturali e blog di poesia. Ha preso parte ad alcuni eventi di azione poetica mito-modernista e alcune sue poesie sono state esposte congiuntamente a opere pittoriche in eventi organizzati dall’associazione Civico32 a Bologna.

Ha conseguito numerosi riconoscimenti per la poesia inedita, fra i quali gli sono stati assegnati i Premi San Domenichino, Marietta Baderna, Lino Molinario, Daniela Cairoli, Giovanni Descalzo, Eridanos, Piemonte Letteratura, Terre di Liguria, Il Giardino di Babuk, il Premio “Dante d’Oro” dell’Università Bocconi di Milano, il Premio della Stampa al Città di Acqui Terme.

Sulla sua poesia hanno scritto Giuseppe Conte, Tomaso Kemeny, Ivan Fedeli, Mauro Ferrari, Alfredo Rienzi.