Oh padre, come sei pula che il vento seleziona

sei stato pane, crusca e cibo oltre la fame
qui dentro casa dove hai gridato
dentro la notte oltre la notte

rotto di rabbia e ossesso di farina. Sei stato
servo mai arreso e hai detto al figlio
di un corpo che dimagra col crescere dell’anima

e con pietà d’ogni tua colpa vergognosa.
Che dura verità la tua sapienza
figlio di un servo e della Rosa

se mi hai insegnato di non sputare a tavola
e di guardare franco negli occhi dell’amico
poi con dolcezza i seni della sposa

che fiore aspro vivo senza scampo
sei venuto qui gridando
nel segno di tuo padre ed egli di suo padre in te

perché prendesse voce in chi seduto scrive
mite e feroce la nostra nuova storia. Oh padre
come sei pula che il vento seleziona

e come ti somiglio
mentre a fatica la morte ci allontana.

Foto: Andre du Plessis-The old man and his bicycle

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