Nella casa dei morti
non serve la voce, una sedia,
neppure il tavolo con la tovaglia
Preferiscono il vento
alle finestre sprangate
e lasciano aperta la porta

Nella casa dei morti
non si entra di corsa
La ghiaia sotto i piedi
scricchiola piano
E vicino ai nomi di pietra
le mani accendono piccoli lumi
per accarezzarli quando fa buio