Questo nulla che si nutre di se stesso:
matite che si mutano in acqua nella mano,
frammenti di frase sospesi a mezz’aria,
pensieri in schegge nella testa come vetro,
fogli spogli che riflettono il mondo
sbiancato, il mondo che mi ha ammutolito.

È stato così per due anni. Pian piano,
tutto ciò che si fende, disgrega, taglia,
spacca, scioglie o divide
per portarmi a quella dose di corrosione, è bruciato
consumandosi in barlumi fino alla fine. Ora in una calligrafia più vecchia scrivo il mio nome.
Ora con voce fattasi estranea
parlo ai silenzi di stanze alterate,
scosso dalla coscienza di reiterazione e ritorno.

foto: Francesco Romoli – Blind kiss