(…) Non mi riesce di capire il mestiere di poeta, i ferri, il laboratorio di questo mestiere. Quella del poeta è, secondo me, una pura e semplice condizione umana; la poesia appartiene alla nostra più intima biologia, condiziona e sviluppa il nostro destino, è un modo come un altro di essere uomini. Di là  dagli schemi mentali, dalle velleità. dalle frigide volizioni e dalle sapienti masturbazioni, la poesia nasce sotto il segno apparente dell’imprevisto (vi sono misteriose maturazioni, catalizzatori non sempre identificabili, forze e forme insospettate che si liberano rompendo lo stato di quiete, che scattano e si scatenano secondo le linee di un disegno naturale a cui bisogna con coraggio arrendersi, individuandolo e potenziandolo – per quanto consentito – con accorta vigilanza in mezzo alla selva allettante degli inganni, dei miraggi, delle false rappresentazioni). Poesia è dunque avventura, viaggio, scoperta, vitale reperimento degli idoli della tribù, tentata decifrazione del mondo, cattura e possesso di frammenti di universo, nuda denuncia del modo in cui si è uomini, cruento atto esistenziale (…).

foto: Adrian Popan-Worries

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