21.XII.1910

(…) Quando finirà la tortura? Ho confessato tutto onestamente al mio amico, ma la sua reazione è stata completamente diversa da quella che mi aspettavo: è contento che anch’io abbia commesso un piccolo inganno, lui che a scuola – diceva – ne aveva fatti più d’uno.
Ha detto anche che sono onesta nell’amore mentre lui è disonesto. Invece di dimostrarmi quell’amore calmo di cui avevo bisogno dopo tutto il mio tormento, ha assunto nuovamente il ruolo di don Giovanni che detesto in lui.
Pur ritenendomi onesta nell’amore, secondo lui, apparterrei a quella categoria di donne che non sono nate per essere madri, ma per l’amore libero. Che dovevo dire? Devo arrossire di me stessa quando ci penso. Ero molto depressa e ho detto tante sciocchezze. Spirito protettore, non lasciarmi andare in rovina! Voglio amare con tutta la mia anima qualcuno che risponda con tutto il suo entusiasmo al mio sentimento; voglio essere moglie e madre e non un semplice passatempo. Voglio che lui veda quello che so fare, quello che sono. Voglio che mi ami follemente e poi resistergli. Voglio che veda come so amare e come mi elevo al di sopra dei sentimenti. Ma io voglio amare qualcuno! Dov’è l’uomo che potrei amare? (…).

foto: Andrew Gonzales-Aura gloriae