È una di quelle
che sposeresti su una spiaggia malesiana
coi piedi scalzi nella sabbia umida
mentre marcisce la Raflesia
e l’oceano è grigio come un’ombra primitiva.

Lo capisci guardandola bere Pastis
in un bicchiere alto e lattiginoso come un taglio di luna nuova
e siglare con quegli occhi di cristallo boemo
la tregua improvvisa in un cielo di lampi,
il pactum sceleris dell’amore impossibile,
lo smarrimento del marinaio
senza bussola e senza stelle
che brama di unirsi al mare
calarsi tra le onde fredde
e le spume voluttuose
pur sapendo di rischiare la vita
pur di insaporirsi le labbra di sale
pur di intrappolarle
nella stretta di un pugno i capelli dietro la nuca
e lottare con lei
in un letto di foglie di palma
e di brace
per soffocare gli uragani tra i suoi seni
e dare alla luce un amuleto
contro le tormente.