Ieri, che hai fatto una visita ad un infermo
mentre immergevi le dita nell’olio
i paramenti si sono incagliati alla sbarra del letto
e non volevano uscire;
strisciando i denti, come li tirasti. col solo braccio sinistro
perché la destra manteneva il segno: beati coloro che piangono
che ti sarebbe servito alle esequie. Mentre tiravi, e l’amìtto per scherno
si irrigidiva, pensavi al modo di fare sudare le palme e la voce domani;
le traiettorie composte dei singoli sguardi.
Uno alla moglie: compianto
alla sorella: pietà
alla nipote
del morto: coraggio!
E poi: beati coloro che piangono! E tutti a piangere – immaginavi –
Questa mattina, che invece ti trovi al cospetto
di qualche blandizia del sole di Capua,
e bevi docile, e ti limi i denti di sopra la sacca del collo,
ti è sovvenuto di avere mentito alla moglie del morto, e non sapendo che dirle
hai risposto al telefono: mi trovo a Capua.
Ma il funerale si celebra di pomeriggio; dovrai mostrarti.
Di questo sole d o l o s o che mi traluce attraverso le palpebre
io dovrei fare una ruota dentata
e trascinarla da te.

Sipontina Debora Rinaldi è nata nel 1995 a Manfredonia, ma sin dall’infanzia vive a Forlì, dove ha conseguito la maturità classica nel 2014. Dallo stesso anno è studentessa a Bologna. Laureata in Lettere Classiche nel novembre 2017 con una tesi in Lingua Greca, è laureanda al Corso di Laurea Magistrale in Filologia Classica, sempre a Bologna. Nel 2018 ha preso parte al Certamen organizzato dal Centro di Poesia Contemporanea di Bologna, risultando fra i sei finalisti. Nel 2019 ha partecipato al concorso Elena Violani Landi entrando nella rosa dei dieci finalisti.