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Maria Grazia Calandrone “Gli Scomparsi” lettura di Franca Alaimo

Maria-Grazia-Calandrone-Gli-scomparsi-copertinapiatta-200x280Scrive la Calandrone in “Nota dell’autrice”, aggiunta in calce ai testi, di volere dedicare questa sua nuova silloge, Gli Scomparsi, “ad alcune vite incontrate grazie al museo dinamico dello schermo televisivo” ed in particolare alla trasmissione Chi l’ha visto? La silloge, dunque, racconta una serie di storie di scomparsi, alcuni ritrovati morti, altri rimasti per anni o per sempre nell’incertezza della loro sorte. Storie che accadono sempre sotto lo sguardo impassibile e innocente della Natura, dea psicopompa degli inesauribili passaggi dalla presenza all’assenza, dalla vita alla morte, entro cui spesso si lasciano volontariamente cadere i corpi dei vivi. Quelli che hanno scelto certi elementi naturali per il loro ultimo viaggio metamorfico, per esempio, l’acqua: un tipo di morte che coinvolge emozionalmente l’autrice, per via del suicidio per acqua della madre naturale, figura che ritorna nei suoi versi come un’icona nient’affatto fissa, ed invece capace di variazioni pressoché infinite.

15 Settembre 2016|

Intervista a Michelangelo Camelliti, editore di LietoColle

Foto_Camelliti_5Smetterei di fare libri se non sperimentassi, per ognuno di essi, la stessa passione degli esordi. Ogni libro LietoColle è un’esperienza che coinvolge l’autore e l’editore, accanto ad alcuni – pochissimi – collaboratori che vivono con noi la costruzione dell’opera fino alla pubblicazione e diffusione, in un continuo scambio di idee e sensazioni che mira ad offrire al lettore la migliore condizione di fruizione. Insomma, lavoro e lavoriamo per essere e dare testimonianza che la parola poetica sopravvive e vive, al di là di tutti i dibattiti estivi sui suoi significati, ed è una straordinaria compagna di viaggio che sa aprire porte e spazi altrimenti indisponibili.

8 Settembre 2016|

La moderazione vince in ogni campo, fuorché in quello dell’arte. Il secondo apolide: “La bestia viziata” di Federica Gullotta

di Mary B. Tolusso. L’insubordinazione e un certo individualismo sono stati i protagonisti delle vicende umane, hanno mutato le abitudini degli individui ben più delle obbedienze. È anche seguendo questa rotta che LietoColle vuole dare testimonianza della “libertà di esprimere”, fuori dai riti e dai circuiti che hanno costruito – nell’editoria – consuetudini, conformismi, appiattimenti. La collana Apolide segue questa rotta come reazione al momento attuale, tentando di sottrarsi al passivo adeguamento. Apolide è colui che non è cittadino di alcuno stato, che non è sottoposto alle leggi di alcun governatore. Battitori liberi del verso, non soggetti ad alcun maestro, gruppo, scuola, ma non per questo distanti dalla tradizione che ha fatto la storia della poesia. Apolide non si fonda su principi generazionali, non va a caccia degli “under età”, anche se i primi fascicoli potrebbero dirottare lo sguardo in tal senso. La selezione avviene sempre in base ai codici sopra citati. E non ha una scadenza programmatica, un libro esce quando trova il suo autore. Il primo è stato Alessandro Pancotti con “Le iniziali”.

29 Agosto 2016|

“Telepatia” di Gian Mario Villalta. Un libro che ti entra dentro.

Foto gianmario_villaltadi Bonifacio Vincenzi. “A cinque anni dall'uscita dell’ultima raccolta (Vanità della mente, Premio Viareggio 2011) - racconta Gian Mario Villalta - credo di avere, se non risolto, approfondito molti dei problemi formali che mi portavo dietro da tempo. Ne risulta un libro più fruibile, che entra in dialogo con il lettore. Per me una tappa davvero importante.” Sta parlando chiaramente della sua nuova raccolta di poesia, Telepatia, edita recentemente da LietoColle e che in pratica inaugura la collana di poesia “Gialla Oro”, diretta da Augusto Pivanti.Telepatia propone 19 poemetti, in circa 150 pagine di versi. Un percorso poetico che ha attraversato tre anni della sua vita, ma ne è valsa la pena, perché queste poesie sono un vero e proprio dono per tutti quei lettori che volessero riconciliarsi con una lettura poetica appagante e, per una volta, vicina al loro sentire... continua

31 Luglio 2016|

L’idea sacra dell’esistenza in I colori dei precipizi, di Michelangelo Camelliti.

Precipizi-copertinapiattadi Franca Alaimo. Al centro dell’originalissima macchina scenografica in versi inventata da Michelangelo Camelliti ne I colori dei Precipizi, c’è sempre un corpo offeso dalla malattia e dal dolore.Ma (e mi viene in mente la celebre “Deposizione” del Pontormo) un intreccio di mani si posa sulle cicatrici che la “passione” ha impresso sui “luoghi” di questo corpo martoriato, immediatamente proiettato, già a partire dal testo iniziale della silloge, in una dimensione metafisica, se non teologale. Infatti i versi: “La più bella architettura gettata/ a passaggio di fiume/ e l’angelo custode, lo vedo lo vedo, distratto dalla primavera” (nei quali il corpo assume la figura di una croce caduta dentro un precipizio) e “che peccato tremendo ho commesso// per questo smisurato castigo, amore mio/ / come sei felice, infelice/ che respiri al mio fianco” (in cui alla colpa ed al castigo viene contrapposto l’elemento salvifico dell’amore) inquadrano la poesia di Camelliti all’interno di una lettura sacrale dell’esistenza... continua qui

29 Giugno 2016|

Dalla vista alla visione: la poesia di Arnaldo Éderle in “Poemetti e racconti in versi”. Lettura di Franca Alaimo

Arnaldo-Ederle-Poemetti-e-copertina-piattaArnaldo Éderle concepisce il gesto poetico come uno strumento per trasferire il mondo esterno in una dimensione interiore, dove confrontarlo con le percezioni del proprio “io” e con la categoria della Bellezza. Una tenerezza di fondo guida in ogni caso il primo momento del percorso che l’autore compie attorno alla realtà del mondo (la più prossima come la più lontana), quando parla (o immagina di farlo) con gatti, bambini, vecchi, fanciulle ed altre viventi creature, deciso a coglierne la bellezza, e , qualora essa non sia così evidente, a registrarne almeno la presenza, sia pure umile, come necessaria. Infatti Éderle è soprattutto poeta dell’attenzione e della vista, che ama soffermarsi sui tanti dettagli delle forme nelle loro variazioni e fratture; e, mentre esse abitano precariamente il tempo, egli tenta di fissarle privilegiando l’adesso del suo guardarle. Esse, comunque, vengono percepite come miracoli, come segni della fantasiosa carità divina. Ed è per questo motivo che tutte le immagini che affollano i suoi versi, dopo avere attraversato lo sguardo, si trasformano in visioni, imitando, come già scrive Bandini a proposito dei testi di “Paradiso” (silloge edita da Campanotto nel 2015) quel “moto pendolare tra l’impatto con le cose (colori ed atmosfere) e l’altro momento del suo periodo in cui il poeta si dirige verso il significato segreto delle cose”.

28 Maggio 2016|

Oltre il pubblico: la letteratura e il passaggio alla rete. Di Gherardo Bortolotti

Ulisse 19da l'Ulisse n.19. Il passaggio alla rete, ovvero la proliferazione della scrittura letteraria on line, che ha visto una crescita esponenziale nel corso dell’ultimo decennio, andrebbe considerato nelle sue dimensioni generali, ancor prima che nei casi più o meno significativi dei singoli blog o delle singole esperienze, cercando di inquadrare il passaggio stesso nei termini di una riconfigurazione generale del discorso letterario che viene, se non prodotta, almeno implementata dalla diffusione capillare delle tecnologie della telecomunicazione e dell’elaborazione dei dati. Nelle pagine che seguono, cercherò di individuare alcuni elementi caratteristici di questa riconfigurazione, partendo dalla nozione di user-generated content come chiave di analisi della produzione, della mediazione e della fruizione (letteraria e non solo) on line. Ad essa si affiancherà quella di comunità, come altro concetto di riferimento per la comprensione delle logiche che internet sembra implicare.

15 Maggio 2016|

L’esperienza di <> nella storia del web letterario italiano. Di Andrea Lombardi

Ulisse 19Sono passati quasi quindici anni da quando in Italia ha iniziato a formarsi una scena letteraria online. Oggi questa si presenta come una realtà vastissima ed eterogenea, fatta di blog, siti di riviste e webzine, a cui si sono aggiunti, da qualche tempo, anche i social network, in particolare Facebook, che ha assunto a tutti gli effetti il ruolo di portale del web letterario italiano. Anche grazie a tali nuovi strumenti, capaci di implementare quel processo di emigrazione online già avviatosi con i blog, accedere al circuito letterario di Internet è diventato ancora più facile rispetto al passato e, anzi, tramite esso, le possibilità stesse di accedere al circuito letterario tout court si sono moltiplicate. Ciò in forza di un riconoscimento che nel corso degli anni, e non senza fatica, la rete è riuscita ad ottenere. Se fino ai primi anni Duemila quello online rappresentava ancora uno spazio alternativo e ‘illegittimo’, oggi sembra aver raggiunto non solo la legittimazione, ma addirittura una sorta di istituzionalizzazione.

14 Maggio 2016|

La fotografia di un libro. Appunti sul fototesto poetico. Di Gian Luca Picconi

Ulisse 19Viceversa si potrebbe arrivare a dire che un ready-made è un oggetto che coincide con la propria immagine: una fotografia totale. Se il fascino della fotografia sta nella sua capacità di evocare il mistero di una presenza attraverso un’assenza, quello del ready-made consiste nell’evocare una presenza attraverso l’assenza. I ready-made diventavano, di fatto, delle fotografie totali. ( Franco Vaccari)

7 Maggio 2016|
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