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Della scrittura mostruosa di Carlo Emilio Gadda

att_723609_0_0La scrittura di Carlo Emilio Gadda può a buon diritto essere definita una scrittura mostruosa. Ingenti e sovrabbondanti fino all’eccesso sono, infatti, i linguaggi convocati sulla sua pagina; rigogliosa e acrobatica è la configurazione retorica delle parti del suo discorso narrativo; sottilmente crudele è il rovesciamento parodistico che graffia la superficie dell’oggetto del suo dire; mentre nel contrasto di spinte e controspinte tra l’ordine della ragione e il caos della materia si sprofonda la sua sonda conoscitiva... leggi l'articolo in pdf

15 Agosto 2015|

Tommaso Landolfi o del costruire congegni letterari di Francesco S. Mangone

tommaso-landolfi-290x290Sempre lo sforzo letterario di T. Landolfi si articola intorno alla costruzione attenta, maniacale e stramba di macchinette letterarie che possano suscitare nel paziente lettore, innanzitutto, lo stupore il raccapriccio o, operando leggere modifiche, trappole ontologiche per catturare il caso e mutarlo in evento prevedibile. E’ sempre un sistema di regole trafilato su piani variabili, quanto la semantica ne può immaginare (ecco com’é che la sua preferenza va al racconto breve); alla fine del suo complesso manipolare con le parole (la sua passione tenera e terribile) il suo piacere fisico (innanzitutto) è quello eliminando la casualità di ritrovarselo nella moltiplicazione dei segni-sistemi. Letteratura e gioco, dunque, sono facce della stessa medaglia, management sublime e autoironico che immilla la letteratura e conduce la vita sempre al suo limite, a misurare il tempo che c’è tra follia e ragione, l’indicibile e il narrabile. Il compito del giocatore-scrittore (la differenza a questo punto è solo di genere, meglio: “delle due l’una”), di colui che vuole abolire l’evento casuale è realizzare il congegno perfetto, di costruire un sistema che sappia anticipare il futuro e dunque mutarlo in evento previsto: gioco e letteratura si fanno, dunque, ontologia (tempo unico)... continua in pdf

4 Agosto 2015|

Tommaso Landolfi di Alberto Moravia – ricordo –

landolfi-con-uccello-1024x684(Il testo che qui presentiamo è la trascrizione del discorso ‘parlato’che Alberto Moravia tenne a Latina in occasione del Convegno landolfiano, organizzato dall’Argonauta e dal Club Turati nel Maggio 1983. Al convegno parteciparono anche Geno Pampaloni, Franco Cordelli e Walter Pedullà. Il testo è stato poi pubblicato in appendice ne “L’avaro” di Alberto Moravia (L’Argonauta, 1987), nella “Collana di Letteratura” diretta da U. Pannunzio e M. Rosolini, in un’edizione a tiratura limitata. Non ci è stato possibile rintracciare l’editore per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione, che sicuramente non ci sarebbe stata negata, considerate le chiare finalità di studio che caratterizzano l’operato della nostra rivista. Tuttavia ci pare doveroso contare comunque sulla benevolenza e la comprensione dell’interessato.)... continua in pdf

4 Luglio 2015|

Goffredo Parise – L’occhio del polipo

Goffredo-Parise-Venezia-1982Dal marzo al maggio del 1986 Goffredo Parise compone trenta testi in versi. Poco dopo, in agosto, viene ricoverato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso e il 31 dello stesso mese muore. Le trenta poesie che ci ha lasciato le detta a due donne per lui molto importanti, Giosetta Fioroni e Omaira Rorato; non le scrive di suo pugno, poiché la malattia gli causa problemi di vista sempre più gravosi. Alberto Moravia il 14 settembre, sempre del 1986, quindici giorni dopo la morte di Parise, ricorda per i lettori di «L’Espresso» l’ultimo suo incontro con l’amico. Proprio in agosto, quasi al termine della sua vita, a casa sua a Ponte di Piave. Con Giosetta e Omaira e altri ospiti. Bevono il tè e l’umidità pesante annuncia un temporale... continua in pdf

14 Marzo 2015|

Le parole e le storie di Ugo Riccarelli

ugo-riccarelliEra la fine di ottobre del 1998 quando una mattina entrai in libreria e presi in mano Un uomo che forse si chiamava Schulz, un romanzo che era stato pubblicato quell’anno, di un autore nuovo, Ugo Riccarelli, e che il mese prima aveva ricevuto il Premio Selezione Campiello. Mi colpì il titolo, e mi fece tenerezza la fotografia in bianco e nero, riprodotta su un lato della sovraccoperta, di un bambino con i capelli biondi che guarda lontano, un bambino di tre o quattro anni, probabilmente di altri tempi, i cui piedini poggiano su una scala di legno grezzo e la cui nudità è riparata appena da una camiciola corta. Diedi una scorsa al risvolto, dove si parlava – si parla – di Polonia, di una famiglia ebraica, di nazismo, e soprattutto di sogni e di parole. Di lì a pochi giorni, quel libro me lo portai in treno, a farmi compagnia in un’andata-ritorno Pesaro-Parma, e lo terminai, tutto d’un fiato

20 Gennaio 2015|

Luisella Magnani – Geometrie e colori nell’opera di Silvio Raffo

Le verità essenziali e universali dell’esperienza umana vivono nell’opera di Silvio Raffo. Si ascolta il palpito dell’universale. Il suo essere umano è riversato nel suo essere artista. L’immagine poetica racchiusa nella parola si riduce allo stato di musica. E’ poesia che si Colora secondo i moti interni dei sentimenti, grazie alla scrittura che accarezza con delicatezza ogni più piccola sfumatura e tonalità.

7 Giugno 2014|

Cristina Campo/3

PASSIONE DI VERITÁ E CONOSCENZA SIMBOLICA Itinerarium mentis in Deum di Cristina Campo di Tiziano Salari BELLEZZA, PERFEZIONE, VERITÀ Nell’esergo al suo saggio Gli imperdonabili, (Adelphi, 1987) Cristina Campo(alias Vittoria Guerrini, 1923 – 1977), cita due versi di Ezra Pound: Venite mie canzoni, parliamo di perfezione:/ ci renderemo passabilmente odiosi. Ora capire bene che cosa la scrittrice intenda per perfezione, [...]

26 Marzo 2014|

Cristina Campo/2

Il suo vero nome è Vittoria Guerrini e la famiglia da cui proviene è fatta di musicisti e di scienziati. Il padre, Guido, è un musicista rinomato e il fratello della madre – Emilia Putti – è un ortopedico di fama presso l’ospedale Rizzoli di Bologna. Di famigliaborghese benestante, dunque, la Campo vive un’infanzia riservata e senza la compagnia degli [...]

26 Marzo 2014|

Cristina Campo

SE NEL SILENZIO SCINTILLA LA PAROLA di Anna Maria Farabbi “Intensa, sempre lì, senza convenzioni verbali, attenta, inquisitiva. Mi telefonava tra le sette e le otto dalla sua casa a Firenze in Corte San Giorgio 30. Da quella casa che dava sulla città attraverso un gran finestrone e su S.Miniato. Ecco la sveglio! Mi diceva telefonandomi” Con voce lenta, morbida, granulosa, [...]

26 Marzo 2014|

Alfonso Gatto/3

“IL VAPORETTO”, LE POESIE PER I BAMBINI DI ALFONSO GATTO, NEL PIÙAMPIO DIBATTITO DELLA LETTERATURA PER L’INFANZIA “Ogni uomo è stato un bambino”… Dal “Sigaro di fuoco” al “Vaporetto”di Rocco Taliano Grasso “I bambini che pensano negli occhi/hanno l’inverno,il lungo inverno. Soli/s’appoggiano ai ginocchi per vedere/dentro lo sguardo illuminarsi il sole./Di là da sé, nel cielo, le bambine/ai fili luminosi [...]

26 Marzo 2014|
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