A Sud del Sud dei Santi - AA.VV.

Cod. Art. 978-88-7848-726-0
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Piano dell'opera

A Sud del Sud dei Santi è un libro che raccoglie la migliore pro­du­zione poetica pugliese degli ultimi cento anni.

Si divide in quattro parti che analizzano corrispettive subre­gioni: Salento, Arco Ionico, Barese, Capitanata. Di esse si sono occupati altrettanti critici.

Non è facile differenziare con un criterio unico tali zone, ma sono state individuate per la necessità del dover dare ordine all'opera. Certo sussistono differenze di stile e di storia lettera­ria tra una subregione e un'altra, ma sono stati i vari saggisti a definirne, au­tonomamente e in virtù del loro gusto, le sfuma­ture.

Le quattro parti sono completate da monografie sui poeti mi­gliori. Poiché i critici che si sono occupati delle zone geografi­che erano a conoscenza di quali autori sarebbero stati mono­grafati, talvolta hanno solo citato gli stessi nei loro saggi, altre ne hanno comunque parlato, distesamente.

La scelta relativa a quali autori monografare è interamente mia e l'ho effettuata con coscienza, consapevolezza critico-storica e fie­rezza, senza dover calcolare mediazioni e risentimenti, non do­vendomi adeguare a nessuna consorteria, nessuna mi­litanza d'or­dine inferiore. Lo stesso Editore, che ringrazio di cuore, mi ha messo nelle giuste condizioni di lavoro, conce­dendomi, come si suol dire, carta bianca, e non suggerendomi mai alcunché ri­guardo le inclusioni o le esclusioni.

Chiarisco: ho dovuto fare una scelta (scelta, sovente, dolorosa nelle esclusioni) nel noverare i poeti in monografia, ce ne sono 14, ma ho cercato di scegliere coloro i quali per motivi di storiciz­zazione o per motivi di mitoprassi (neologismo) sono i migliori poeti pugliesi. Mi assumo, ovviamente, la re­sponsabilità di tutto.

Chiarisco nuovamente: poeti viventi come Angiuli, Curci, Goffredo dovevano essere monografati perché per espe­rienze, pubblicazioni, storia e azione culturale sono impre­scindibili al fine di comprendere la Puglia poetica; i viventi, giovani, Mansueto, Mastropasqua, Saracino, sono a mio av­viso i migliori giovani; Verri e Ruggeri, oltre ad aver prodotto una microleggenda biografica dolorosa, hanno coniato stilemi e moduli espressivi che ancora oggi i più giovani, ma non solo, ricalcano, oltre al fatto che la loro lingua corrisponde esattamente a ciò che dirò in prefazione, possedendo sguardo interno, intimità della lingua, centripetazione animica, prima della centrifuga espressiva; Pagano è stato un talento isolato, ma da riscoprire; Pierri, questo autore raffinatissimo, eclettico, imprendibile e dall'immensa produzione, doveva finalmente, almeno, avere un inizio di storicizzazione e di divulgazione; Bodini, Carrieri, Comi, Serricchio, sono dentro per motivi di grandezza conclamata.

Per quanto riguarda i sistemi di notazione, ogni critico ne ha usato uno proprio in massima libertà, talvolta persino evitan­doli, ed essi sono ri‑enumerati per ogni capitolo riguardante le aree geografiche o per ogni monografia.

Per quanto attiene il mio modo di procedere nelle monografie ho usato il corsivo nelle citazioni dei versi dei poeti, anche quando è stato riportato per intero un componimento, le pa­rentesi quadre per rimandi autoriali; non ho ritenuto di dover dare troppe spiegazioni per note o similia, perché ritengo il nostro lettore o colto di già o capace di ritrovare il riferimento bibliografico al quale l'autore rimanda. E anche perché questo non deve essere considerato un saggio accademico, ma un'al­tra cosa, quindi molto di più. Per le mie quattro monografie ho inserito appena qualche ri­ferimento bibliografico più det­tagliato per Goffredo, Mastropasqua, Saracino, ritenendo ple­onastico farlo per Bodini.

Una specificazione sul registro di scrittura adottato: potendo scrivere come voglio, cioè col flusso che voglio, ho usato in­tenzionalmente matrici stilematiche differenti, a volte anche all'interno di uno stesso paragrafo di prefazione o di una mo­nografia. L'ho fatto per una sorta di esubero di allenamento, più che di trance agonistica. Per questo ciò che ho scritto ap­pare ora più pianeggiante ed esplicativo, ora più ferino e at­tivo, ora leggero, ora grave, un po' di qui e un po' di là. Ma di­pende più che dal temperamento della scrittura (e non solo) dal fatto che si deve essere presenti, molto presenti quando si sta sull'azione.

Correda l'opera un'antologia di testi degli autori più rappre­sentativi. Per ogni poeta sono presenti due composizioni, talvolta scelte da me stesso.

Va da sé che nella scelta antologica abbiamo incluso i compo­nimenti dei 14 poeti monografati; gli altri appartengono ai successivi migliori poeti, che quasi avrebbero meritato una monografia se non fosse stato per problemi logistici di spazio editoriale.

Completano infine l’opera una bibliografia generale, nella quale confluiscono tutti i testi scelti autonomamente dai cri­tici, e un indice analitico, dal quale sono stati volutamente omessi i nomi dei critici per evitare pleonasmi autoreferen­ziali.

Mi auguro che quest'opera possa servire oltre che a cono­scere, come invito a leggere i poeti citati e soprattutto quelli monografati e in antologia, vero tesoro letterario della nostra terra.




PARTE I

Salento


PARTE II

Arco Ionico


PARTE III

Barese


PARTE IV

Capitanata


PARTE V

Antologia poetica

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